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  • giovedì 31 Agosto 2017

«Ora passa l’ultimo treno»

Sta iniziando una nuova stagione per la Benetton Treviso: dopo una lunga crisi, dalla più importante squadra italiana di rugby ci si aspetta molto

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I primi di settembre le due più importanti squadre italiane di rugby, la Benetton Treviso e le Zebre Rugby di Parma, inizieranno con altre 12 squadre la nuova stagione del campionato Pro14, la lega sovranazionale che quest’anno ospiterà per la prima volta anche due squadre sudafricane, i Toyota Cheetahs di Bloemfontein e i Southern Kings di Port Elizabeth. Proprio la presenza delle due nuove squadre farà guadagnare maggiore visibilità al torneo e la prossima potrebbe diventare una delle stagioni più interessanti. Le due squadre italiane, dal canto loro, si presenteranno al nuovo Pro14 in due situazioni ben diverse. In estate, a causa di problemi economici che si portavano avanti da tempo, le Zebre hanno trascorso settimane senza una vera e propria società, senza allenatore e con i giocatori pagati in ritardo: ora sono diventate al cento per cento una franchigia di proprietà della federazione, ma hanno perso diversi importanti giocatori e si presenteranno in Pro 14 come la squadra più debole. Per la Benetton Treviso, invece, questa stagione potrà dire molto: il club gode di una certa continuità nella gestione e ci si aspetta che gli investimenti fatti da un anno a questa parte ora fruttino qualcosa.

Gli ultimi anni della Benetton sono stati tutt’altro che esaltanti, con il punto più basso toccato fra il 2015 e il 2016, quando la squadra, dopo aver perso entrambe le partite dell’allora Pro12 contro le Zebre, passò undici mesi senza vittorie in gare ufficiali. La povertà di risultati portò all’esonero dell’allenatore Umberto Casellato e dal termine della stagione la dirigenza diede inizio a una sorta di rifondazione. A partire dall’estate del 2016 è stato ampliato lo staff tecnico — che prima era abbastanza ridotto — in particolare con l’arrivo di due ex giocatori della Nazionale, Fabio Ongaro e Marco Bortolami, e soprattutto con l’ingaggio del nuovo allenatore, il neozelandese Kieran Crowley, arrivato a Treviso dopo sei anni passati ad allenare la Nazionale canadese.

Gli investimenti hanno riguardato anche la squadra, il cui livello è stato notevolmente alzato nell’ultimo anno. Dopo le esperienze nel campionato francese e inglese, Tommaso Allan e Tommaso Benvenuti, due importanti membri della Nazionale, sono tornati a giocare in Italia, così come l’esperto Tito Tebaldi, a Treviso dalla scorsa estate dopo due anni passati con gli Harlequins di Londra. Sono stati inoltre licenziati ben 15 giocatori, rimpiazzati quasi tutti da altri di buona esperienza internazionale. La passata stagione è servita quindi perlopiù ad amalgamare il nuovo gruppo per creare una continuità nel progetto sportivo del club. Di conseguenza i risultati non sono stati eccezionali: la Benetton ha concluso il Pro12 al terzultimo posto — sopra Newport Gwent Dragons e Zebre — con 17 sconfitte e solo 5 vittorie.

In questa nuova stagione, ci si aspetta che la Benetton migliori sotto tutti i punti di vista. Nel rugby, forse più che in molti altri sport, conta moltissimo la qualità del lavoro svolto e la continuità dei progetti. Fino a tre anni fa questo ha penalizzato molto la squadra che, sia per problemi organizzativi che per alcune divergenze con la Federazione, non è riuscita a portare avanti delle gestioni all’altezza dei tornei a cui ha partecipato. E di questo ha risentito molto anche la Nazionale, che fra le mille difficoltà con cui è alla prese non ha potuto nemmeno contare sullo sviluppo dei giocatori del club. Ma a testimonianza del nuovo ciclo della Benetton, negli ultimi mesi la dirigenza ha cercato, con i limiti imposti dalle risorse economiche e dalle prospettive date ai giocatori — ben inferiori a quelle che offrono i campionati più ricchi e competitivi — di alzare in maniera omogenea il livello delle squadra cercando titolari e riserve di livello simile, per non subire troppo le assenze per infortuni e i cali di forma.

L’acquisto più importante è stato quello del neozelandese Marty Banks, mediano d’apertura degli Highlanders, una delle più forti squadre del Super Rugby. Banks sarebbe dovuto arrivare a Treviso già l’anno scorso ma per problemi personali dovette rimandare il trasferimento. È un giocatore che avrebbe fatto comodo a qualsiasi squadra del Pro14 e un acquisto del genere a Treviso non si vedeva da tempo. Prima di Banks, la Benetton aveva ingaggiato un altro neozelandese, la terza linea Whetu Douglas, andando così ad aumentare ulteriormente il numero di giocatori in squadra provenienti dall’emisfero australe, che a novembre crescerà ancora con l’arrivo di Irné Herbst, seconda linea sudafricana presa dai Southern Kings, una delle due squadre del Sudafrica che quest’anno giocheranno contro la Benetton.

A luglio, in occasione dei vent’anni dai primi investimenti della famiglia Benetton nel rugby a Treviso, il presidente del club Amerino Zatta ha fatto un bilancio degli ultimi anni della gestione, dicendo: «Nel passaggio in Pro12 abbiamo scoperto quanto la squadra abbia perso competitività in Europa. Ci sono state sconfitte umilianti e momenti devastanti. Mettiamocelo in testa, ora passa l’ultimo treno, per noi e l’Italia, dobbiamo restarci agganciati, con i denti e con le unghie. Altrimenti si torna all’anno zero: tutti».