La storia che ha vinto il World Press Photo

Le foto di Pieter Ten Hoopen sulla carovana dei migranti diretta negli Stati Uniti hanno vinto il nuovo premio del più importante concorso di fotogiornalismo

© Pieter Ten Hoopen, Agence Vu/Civilian Act
The Migrant Caravan
World Press Photo

Il lavoro di Pieter Ten Hoopen sulla carovana dei migranti diretta negli Stati Uniti ha vinto il World Press Photo Story of the Year, la nuova categoria introdotta dal più importante concorso di fotogiornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955. Il World Press Photo Story of the Year è una novità di quest’anno e premia il fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto una storia con eccellenti editing e sequenza fotografici, su un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”: la storia in questione è quella delle migliaia di persone dall’Honduras che tra ottobre e novembre 2018 si sono unite nella carovana di migranti diretta negli Stati Uniti.

Il viaggio della carovana era iniziato il 12 ottobre dalla città honduregna di San Pedro Sula, organizzato con messaggi su WhatsApp, un volantino su Facebook e con l’attenzione di giornali e televisioni, crescendo giorno per giorno mentre i messaggi si diffondevano e si univano persone dal Nigaragua, da El Salvador e dal Guatemala. Le agenzie delle Nazioni Unite parlavano di circa 7000 viaggiatori, tra cui almeno 2.300 bambini, “mischiati tra chi fuggiva dalla repressione politica e dalla violenza, e chi da condizioni economiche difficili nella speranza di una vita migliore”, come ha spiegato Ten Hoopen nella presentazione del suo lavoro.

Viaggiare in una carovana offre un certo grado di sicurezza: consente di evitare di pagare trafficanti che organizzino gli spostamenti e limita i rischi di essere derubato, rapito, violentato o incarcerato. Ten Hoopen ha spiegato che voleva mostrare cosa significa mettersi per strada verso una nuova vita – o quella che sperano diventi la loro nuova vita – focalizzandosi sugli aspetti umani e sui rapporti tra le persone.

La presidente della giuria del premio, Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi, ha spiegato che il progetto vincitore doveva “stare insieme visivamente”, con un’ottima selezione delle immagini e della storia, in modo che rappresentasse diversi aspetti dello stesso scenario. Alla curatrice Yumi Goto, che faceva parte della giuria, la storia è piaciuta per il forte senso di dignità che emerge dalle foto: «Mi parla di speranza, del suo vero significato».

Pieter Ten Hoopen fa parte dell’agenzia Agency VU a Parigi ed è tra i fondatori di Civilian Act a Stoccolma, Svezia, dedicata alla consulenza nel campo della narrazione visiva e di programmi di insegnamento per ONG, aziende e organizzazioni. Dal 2004 Ten Hoopen si occupa di guerre e crisi umanitarie ed è stato a lungo a Kabul, in Afghanistan, e in Iraq e in  Kenya. Per aver vinto il World Press Photo Story of the Year riceverà un premio in denaro di 10mila euro.