Torre Maura, Roma, 2 aprile (Carlo Lannutti/LaPresse)
  • Italia
  • mercoledì 3 aprile 2019

Le violente proteste di Torre Maura contro i rom

Sostenute dall'estrema destra e nate per l'arrivo di alcune famiglie in una struttura di accoglienza nella periferia di Roma

Torre Maura, Roma, 2 aprile (Carlo Lannutti/LaPresse)

Aggiornamento delle 21.00 – Mercoledì 3 aprile, come anticipato dal Comune di Roma, sono iniziati i trasferimenti di alcune persone di etnia rom dalla struttura di accoglienza di Torre Maura. Il presidio dei residenti della zona, sostenuto dalla presenza dei militanti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova, è proseguito per tutto il giorno e quando il pulmino con nove persone ha lasciato il centro, è stato preso a calci e a pugni. Una ventina di residenti ha cantato l’inno d’Italia, ha fatto il saluto romano, ha sventolato bandiere tricolore e intonato lo slogan “Italia, fascismo, rivoluzione”. Nel frattempo, per i fatti di ieri sera, la procura di Roma ha aperto un’indagine per danneggiamenti e minacce con l’aggravante dell’odio razziale.

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Martedì 2 aprile a Torre Maura, nella periferia est di Roma, ci sono state violente proteste sostenute dall’estrema destra contro l’arrivo di alcune famiglie di etnia rom in una struttura di accoglienza: è stata bruciata una macchina degli operatori del centro tra le grida e gli insulti razzisti, sono stati rovesciati e incendiati alcuni cassonetti per creare delle barricate e impedire l’arrivo delle famiglie e sono stati calpestati e distrutti i panini che erano loro destinati come pasto. Fra le circa 60 persone che avrebbero dovuto essere accolte nel centro ci sono 33 bambini e 22 donne, delle quali tre sono incinte. Nella notte, dopo un incontro tra una delegazione di residenti e militanti e il capo di Gabinetto della sindaca Raggi, Stefano Castiglione, è stato deciso che le persone di etnia rom saranno spostate in altre strutture per persone fragili «entro sette giorni». Forza Nuova ha comunque annunciato un presidio permanente «dalle 19 di mercoledì fino a quando l’ultimo rom non sarà andato via».

Le persone di etnia rom coinvolte erano prima ospitate nel centro di accoglienza di via Toraldo a Torre Angela, a circa tre chilometri da Torre Maura. Il loro trasferimento nella struttura di via dei Codirossoni, in una ex casa di riabilitazione che prima era adibita all’accoglienza dei richiedenti asilo, era stato deciso dal Comune a seguito della vincita di un bando di gara europeo e perché, scrive Repubblica, «la vecchia struttura che li ospitava, in via Toraldo, andava chiusa perché il proprietario doveva rientrare in possesso dei locali». Nel pomeriggio di martedì alcuni residenti, che si erano accorti dei nuovi arrivi, avevano chiamato a raccolta una trentina di persone del quartiere. Nel giro di poco tempo a loro se ne sono aggiunte altre, compresi diversi militanti dell’estrema destra che fanno riferimento a CasaPound, Forza Nuova e Azione Frontale e che hanno incitato alle barricate contro la “sostituzione etnica”.

Alla fine, circa 300 persone hanno partecipato a un presidio molto violento davanti all’entrata del centro: sono stati incendiati alcuni cassonetti, sono stati strattonati gli operatori che trasportavano i panini destinati alle famiglie rom (panini che sono stati buttati a terra e calpestati) e poco prima delle 23 qualcuno ha dato fuoco a una macchina di servizio degli operatori del centro che era parcheggiata di fronte all’ingresso della struttura di accoglienza. Le persone urlavano: «Devono morire di fame», «I rom rubano» e altre frasi di questo tipo. La polizia in assetto antisommossa è intervenuta più volte per cercare di tranquillizzare la situazione.

Il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, è intervenuto sulla vicenda dicendo che «Come al solito la sindaca Raggi scarica sulle periferie i mali di questa città». Ha detto che nel VI municipio, dove si trova Torre Maura, ci sono già «numerosi accampamenti abusivi e il più grande campo attrezzato del centro Italia, Salone, dove la delinquenza è all’ordine del giorno». La Lega, ha detto Giannini, «è solidale con i cittadini che stanno manifestando in questi momenti». Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo settore del Lazio, è intervenuta spiegando che «si tratta di proteste del tutto prive di fondamento. Queste famiglie hanno gravi fragilità sociali. Sono integrate nel quartiere da anni e l’individuazione di quella struttura è utile a garantire la continuità dei cicli scolastici per i più piccoli. Gli uomini si rivolgono ai Caf di zona, insomma non c’è ragione alcuna per manifestare oggi: questi atti di intolleranza sono figli del clima di odio che certa cattiva politica sta alimentando nel paese». In serata comunque, il Comune ha fatto sapere che le persone di etnia rom saranno trasferite entro una settimana presso altri centri d’accoglienza per persone fragili su tutto il territorio romano. Le operazioni dovrebbero iniziare già da questa mattina.

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