Travestiti, Genova, 1965-1971 © Lisetta Carmi

Le foto di Lisetta Carmi, storiche

"Da Genova verso il resto del mondo" in mostra a Bibbiena, in provincia di Arezzo

Travestiti, Genova, 1965-1971 © Lisetta Carmi

Chi conosce la fotografa italiana Lisetta Carmi probabilmente lo deve alle sue foto della fine degli anni Sessanta a quelli che venivano chiamati “travestiti”, e che definiamo crossdresser e donne trans. Carmi fu tra i primi a occuparsi delle persone LGBT e lo fece in un periodo ostile: quando nel 1972 le sue foto vennero raccolte in un libro pubblicato dalla casa editrice Essedì di Roma, le librerie si rifiutarono di esporlo. Oggi è diventato un pezzo di storia della fotografia italiana. Dal 30 marzo al 2 giugno il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore, di Bibbiena, in provincia di Arezzo, ospiterà una mostra che raccoglie quelle e altre foto che Carmi ha scattato durante la sua carriera, durata appena 18 anni.

Carmi, che oggi ha 95 anni, è nata a Genova il 15 febbraio 1924. Studiò e lavorò come pianista prima di dedicarsi alla fotografia “per capire”, come ha detto in più occasioni: nel 1962 venne assunta come fotografa al teatro Duse. Tra i suoi primi lavori, che si possono vedere in mostra, c’è quello sugli operai che lavoravano al porto di Genova nel 1964, l’anno prima di iniziare a fotografare i suoi “travestiti” a una festa di Capodanno, iniziando un rapporto di amicizia e il lavoro sull’identità di genere.

Ci sono poi le famose foto al poeta Ezra Pound, per cui vinse il premio fotografico “Niépce per l’Italia”, e altre che vengono dai viaggi in Israele, Sardegna, Francia, Venezuela, Afghanistan, Irlanda, India e Sicilia. Le foto sull’India hanno un’importanza particolare nella biografia di Carmi: in quegli anni incontrò il suo maestro spirituale e quando lasciò la fotografia aprì un centro di meditazione a Cisternino, in Puglia.