Kevin Frayer/Getty Images

I complimenti online a pagamento, in Cina

Esistono chat in cui – in cambio di qualche soldo – decine di persone consolano e adulano per pochi minuti uno sconosciuto

Kevin Frayer/Getty Images

In Cina esistono gruppi e chat sui social network in cui gli utenti pagano per ricevere complimenti da decine di sconosciuti. I gruppi si chiamano kuakuaqun, che in cinese mandarino vuol dire “gruppi di adulazione”: esistono da qualche anno ma negli ultimi giorni stanno crescendo molto. La maggior parte dei gruppi è su WeChat, che in Cina è usatissimo sia come social network che come servizio di messaggistica, ma se ne trovano anche su QQ, un altro social network. Nella maggior parte dei casi gli utenti pagano tra i 15 e i 50 yuan, pari a circa 2-5 euro, per ricevere cinque minuti di lusinghe e complimenti. Ma esistono anche gruppi in cui i complimenti o le frasi consolatorie sono gratuiti.

Nel caso dei gruppi gratuiti, il meccanismo è facile. Qualcuno crea un gruppo di supporto reciproco e via via vengono invitati nuovi membri: il compito di ognuno è fare complimenti agli altri e ogni tanto lamentarsi di qualcosa, così da ricevere supporto dagli altri. In generale si cerca di essere positivi e si incentiva la gentilezza reciproca.

È molto più interessante la questione dei complimenti a pagamento: diversi siti e giornali – prima cinesi, poi anche stranieri – hanno provato a ricostruirne la storia e le dinamiche. In genere i posti nei kuakuaqun sono messi in vendita su siti come Weibo e soprattutto Taobao, il corrispettivo cinese di Amazon. L’utente che paga viene quindi invitato nel gruppo: entra, riceve i complimenti per cui ha pagato ed esce. All’interno dei kuakuaqun i complimenti sono rivolti da utenti che in cambio ricevono piccole percentuali del prezzo pagato dall’utente appena invitato. Nei gruppi ci sono anche dei moderatori che gestiscono l’entrata e l’uscita degli utenti e dicono quando è il momento di iniziare e di terminare la sessione di complimenti, lusinghe e frasi piene di gioia e ottimismo.

Non è chiaro quanto guadagnino gli utenti che scrivono i complimenti: qualcuno parla di pochi centesimi a sessione e di utenti che lo fanno giusto per raccogliere qualche soldo, qualcun altro racconta di utenti che dopo svariate ore passate a scrivere complimenti guadagnano anche diverse centinaia di yuan. Sembra che in certi casi sia un vero lavoro, in altri giusto uno strambo passatempo. Ma non c’è ovviamente modo di fare verifiche o stime accurate, anche perché dopo che si è iniziato a parlarne, i kuakuaqun sono molto aumentati: potrebbero essere cambiate le tariffe e potrebbero essersi sviluppati nuovi modelli di business. Di recente ci sono per esempio sempre più casi di persone che regalano le sessioni di complimenti ad amici, familiari, fidanzati o conoscenti: in quel caso entrambe le persone vengono invitate nel gruppo ma solo una è beneficiaria delle lusinghe; l’altra è lì solo come ospite. Sembra anche che alcuni gruppi si stiano specializzando su certi tipi di utenti: le madri, gli studenti, i single o i colletti bianchi.

Data la serialità dei complimenti e le poche informazioni disponibili sugli utenti paganti, le cose scritte nei gruppi sono spesso banali e ricordano quelle frasi motivazionali che girano su internet, quelle che in genere sono scritte con discutibili font su sfondi che mostrano un tramonto o una spiaggia tropicale. Girando per internet si trovano questi esempi di risposte:

  • A una persona che dice di far fatica a imparare il cinese: «Non c’è limite alla conoscenza. Sei una persona studiosa. Credo in te. Nel futuro parlerai cinese perfettamente».
  • A una ragazza che si lamentava perché si distraeva dalla lettura: «È perché il tuo livello di conoscenza è troppo più alto di quello del libro».
  • A chi diceva di essere a dieta ma di aver appena mangiato una fetta di torta: «Già l’idea di voler fare una dieta è un ottimo punto di partenza»
  • A un utente che scriveva di essersi appena trasferito in un posto nuovo e di sentirsi solo: «Ottimo! Ora hai più tempo libero per te stesso, gustatelo!».
  • A uno studente che si lamentava per i problemi riscontrati nello studio dell’informatica: «Il tuo cuore è troppo puro per gli algoritmi complessi».

I siti cinesi scrivono che i primi kuakuaqun nacquero nel 2014 su Douban, un social network inizialmente dedicato alle recensioni. Questi gruppi sono tornati di moda negli ultimi tempi, probabilmente come reazione ai “gruppi di insulti” di cui si parlò qualche mese fa. In quei gruppi gli utenti, che spesso non si conoscevano, si insultavano a vicenda o, nel migliore dei casi, si mettevano a litigare su specifici temi, a volte futili ma sempre chiaramente divisivi: per esempio cosa fosse meglio tra iPhone e dispositivi Android.

Non è chiaro a nessuno perché i gruppi di complimenti siano cresciuti così tanto negli ultimi giorni. Una concausa potrebbe essere che in occasione della Giornata mondiale della felicità, che si festeggia il 20 marzo, molti giornali hanno scelto di parlarne. Ma i gruppi stavano crescendo molto già nei giorni precedenti: il Quotidiano del popolo, giornale del Partito comunista cinese, ne parlò già il 18 marzo.

Il 14 marzo Xinmei Shen aveva parlato su Abacus (un sito di tecnologia in inglese di proprietà del South China Morning Post) della sua personale esperienza in un kuakuaqun. Ha detto di aver pagato circa 5 euro per andare su uno dei gruppi più popolari, e quindi grandi. Ha raccontato di aver atteso un’ora perché c’era una coda di persone che dovevano lamentarsi di qualcosa e farsi consolare e che poi è toccato a lei.

Xinmei ha raccontato che nel suo gruppo c’erano 130 persone che quando è arrivato il suo momento l’hanno «sommersa di frasi». Ha scritto che al suo ingresso qualcuno l’ha anche accolta con frasi come «sento che l’aria è appena diventata più dolce» o «sei un angelo caduto dal cielo» e che molti complimenti sembravano «le peggiori frasi da usare per approcciare una ragazza». Ha scritto che ha provato a lamentarsi di cose specifiche («È morto il mio pesciolino!»), ma che il flusso di persone scriveva lodi e lusinghe generiche, senza badare a quello che lei scriveva. Ha raccontato di aver trovato più attenzioni in un gruppo gratuito di QQ, trovato cercando un po’ su Weibo.

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