«Il comandante vi augura buona notte»

Vi siete mai chiesti dove dorma il pilota di un aereo durante un lungo volo?

David McNew/Getty Images

Mark Vanhoenacker è un pilota di aerei statunitense, che da più di 10 anni lavora per British Airways. Oltre a portare passeggeri in giro per il mondo, Vanhoenacker è anche autore di libri e articoli in cui racconta la vita dei piloti e risponde alle solite domande che i comuni passeggeri chiedono a un pilota quando lo incontrano . Di recente Vanhoenacker ha risposto sul Financial Times alla domanda: «Ma i piloti, durante i voli, dormono?». Sì, dormono, e Vanhoenacker ha raccontato come.

Vanhoenacker ha spiegato che su voli di lungo raggio, per esempio un Londra-Kuala Lumpur di 14 ore, sia il pilota che il co-pilota possono dormire, perché a sostituirli ci sono altri due piloti. I primi due piloti sono quelli che si occupano delle fasi più importanti, decollo e atterraggio; i due piloti “di riserva” sono quelli che, quando serve, danno il cambio ai titolari, ma solo nei momenti in cui l’aereo è già in volo. I piloti di riserva sono normalissimi piloti, che in genere faranno i titolari in un volo successivo e sono su quel volo per spostarsi da un punto a un altro.

Seconda domanda, a questo punto: dove dormono, quando dormono, i piloti? «È uno dei migliori segreti dell’aviazione», ha scritto Vanhoenacker: la risposta breve è che i piloti dormono in apposite cabine che in genere si trovano dietro la cabina di pilotaggio e hanno dei veri e proprio letti.

La risposta lunga, inizia negli anni Trenta. Vanhoenacker spiega infatti che il primo aereo con uno spazio appositamente dedicato al sonno dei piloti fu il Boeing XB-15, un bombardiere quadrimotore che fece il suo primo volo nel 1937 e che aveva l’autonomia necessaria per restare in volo per circa ottomila chilometri, che alle velocità di allora corrispondeva a circa 30 ore di volo. Vanhoenacker ha spiegato che ora le cose sono notevolmente migliorate, anche perché nel frattempo sono arrivate regole precise su quanto un pilota può lavorare senza dormire e perché sono stati fatti studi scientifici sul sonno dei piloti.

Oggi il pilota di un aereo che vola a lungo raggio ha diritto a un luogo «isolato dal rumore del resto dell’aereo» e in cui la superficie su cui dormire sia orizzontale, o quasi. Vanhoenacker ha spiegato che nei Boeing 747, gli aerei che ha pilotato per 10 anni, la stanza da letto dei piloti è sopra alla cabina di pilotaggio e ha anche un bagno. Da qualche tempo pilota invece dei Boeing 787, in cui la stanza da letto è dietro la cabina di pilotaggio, quindi sopra a dove stanno i passeggeri di prima classe. «Per arrivarci sblocco una porticina che nessuno nota quasi mai e salgo da una piccola scala», ha scritto Vanhoenacker.

Nelle cabine da notte per piloti c’è ovviamente anche un telefono, per chiamare il pilota dormiente in caso di necessità. Vanhoenacker ha raccontato che di norma, prima che un pilota lasci quella cabina, la sistema e la prepara così che il pilota o il membro dell’equipaggio che arriverà dopo di lui la trovi pulita e ordinata.