Il governo ha preso altro tempo sulla TAV

Non ha deciso niente, quindi: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha solo detto che vuole ridiscutere l'opera con Francia e Unione Europea

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto giovedì pomeriggio che il governo intende prendere altro tempo per decidere cosa fare con la TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione sulla cui costruzione l’Italia deve prendere una decisione definitiva. Conte ha parlato con i giornalisti dopo diversi giorni di trattativa tra Lega e Movimento 5 Stelle per decidersi il da farsi e dopo un lungo incontro nella notte tra mercoledì e giovedì, dal quale ci si aspettava una scelta definitiva e unitaria del governo. La Lega di Matteo Salvini è favorevole alla TAV, il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio è contrario, ma per ora non è stata trovata una sintesi tra le due posizioni e non è stata presa nessuna decisione.

Nella conferenza stampa Conte ha detto di non avere nessun pregiudizio ideologico o emotivo, ma di non essere convinto che la TAV sia «un progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno» e ha aggiunto, facendo riferimento alla ormai famosa analisi costi-benefici commissionata dal Ministero delle Infrastrutture, che gli «elementi negativi superano quelli positivi». Conte ha poi detto, come anticipato in mattinata da molti giornali, che l’Italia ora ha intenzione di riparlare della TAV con la Francia e con l’Unione Europea, per presentare i dubbi del governo e i risultati dell’analisi costi-benefici. Conte ha parlato della necessità di «una interlocuzione con i nostri partner» e ha detto che di questa «interlocuzione» si occuperà lui, rappresentando l’intero governo.

Conte, inoltre,  non ha chiarito né cosa intende fare riguardo i bandi che l’azienda italo-francese Telt avvierà per iniziare i lavori – una procedura prevista per lunedì 11 marzo, che già era stata rinviata a metà febbraio – né per i finanziamenti dell’Unione Europea, che se non verranno utilizzati entro marzo per la TAV andranno persi.

In serata, parlando all’assemblea dei gruppi parlamentari del M5s, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha suggerito che i bandi di Telt vadano sospesi, e non soltanto rinviati, per consentire ulteriori valutazioni dell’opera. Matteo Salvini, parlando a una trasmissione tv, ha detto che «nessun ministro della Lega firmerà per bloccare la TAV».