• Mondo
  • giovedì 7 marzo 2019

Huawei ha fatto causa al governo degli Stati Uniti

Secondo l'azienda tecnologica cinese non ci sono ragioni valide dietro al divieto per le agenzie federali americane di usare i suoi prodotti

(Kevin Frayer/Getty Images)

Huawei, la società cinese di telecomunicazioni, ha fatto causa al governo degli Stati Uniti per via del divieto per le agenzie federali statunitensi di usare i prodotti dell’azienda tecnologica cinese per ragioni di sicurezza nazionale. Il divieto è contenuto nella legge sul bilancio del dipartimento della Difesa per l’anno 2019, firmata dal presidente Donald Trump ad agosto. Già da prima dell’arresto della direttrice finanziaria di Huawei Meng Wanzhou, avvenuto nel dicembre 2018, sia le agenzie di intelligence statunitensi che l’amministrazione stavano infatti prendendo provvedimenti contro Huawei per il timore di possibili attacchi informatici e operazioni di spionaggio compiute dalla Cina attraverso i prodotti dell’azienda.

Secondo Huawei, che nega di agire nell’interesse del governo cinese, il divieto per le agenzie federali americane di usare i suoi prodotti è incostituzionale perché non è stato deciso a seguito di un processo. L’azienda sostiene che le istituzioni americane non abbiano prove sufficienti per giustificare il boicottaggio, e che in particolare non le avessero allora.

Oltre al divieto rivolto alle proprie agenzie federali – che secondo Huawei proibisce anche le collaborazioni con società esterne che usano i suoi prodotti – gli Stati Uniti hanno chiesto agli operatori telefonici di alcuni paesi alleati di non usare componenti dell’azienda cinese. Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Giappone hanno messo al bando Huawei per la realizzazione delle future reti 5G, la nuova evoluzione dei sistemi di telecomunicazioni cellulari, per evitare potenziali pericoli per la sicurezza nazionale.

Huawei è la più grande azienda tecnologica privata della Cina e nel 2018 ha superato Apple per volumi di produzione, diventando il secondo più grande produttore di smartphone dopo Samsung. Continua tuttavia a essere un marchio poco diffuso negli Stati Uniti, anche a causa delle limitazioni imposte dal governo e dal Congresso. La causa al governo americano annunciata oggi è stata presentata in un tribunale di Plano, in Texas, e fa parte di una più ampia strategia dell’azienda per rispondere alle accuse nei suoi confronti portate avanti dagli Stati Uniti. Tra le altre cose, Huawei ha invitato molti giornalisti stranieri a visitare le proprie sedi per migliorare le sue relazioni con il pubblico e ha acquistato una pagina del Wall Street Journal per dire ai clienti americani di «non credere a tutto quello che sentono dire».

La settimana scorsa Meng Wanzhou, che peraltro è figlia del fondatore di Huawei, aveva fatto causa al Canada in merito al suo arresto, avvenuto su richiesta degli Stati Uniti: sostiene che siano stati violati i suoi diritti civili. Gli Stati Uniti avevano chiesto l’estradizione della donna, accusando Huawei di aver violato l’embargo commerciale imposto all’Iran vendendo prodotti per le telecomunicazioni che utilizzano brevetti statunitensi sotto licenza. In seguito Meng era stata rilasciata su cauzione, ma le sono stati ritirati i passaporti e le era stato ordinato di non lasciare il paese.

Weekly Post #8 – Cosa c’è dietro al caso Huawei