La SEC sostiene che Elon Musk abbia violato il loro accordo scrivendo informazioni fuorvianti in un tweet

La Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente che vigila sulla borsa negli Stati Uniti, simile all’italiana CONSOB, ha chiesto a un giudice federale di accusare Elon Musk, CEO di Tesla, per aver violato un accordo con la stessa SEC stretto a settembre. La SEC sostiene che Musk abbia rifatto ciò per cui la SEC lo aveva denunciato per truffa nel settembre 2018: ha cioè diffuso su Twitter delle informazioni riservate su Tesla senza prima chiedere l’approvazione al consiglio di amministrazione della società. Musk aveva infatti scritto su Twitter che nel 2019 Tesla avrebbe prodotto circa 500mila automobili, per poi spiegarsi meglio scrivendo che è previsto che ne consegni 400mila, producendone a un tasso di 500mila all’anno. La SEC ha dunque accusato Musk di «aver di nuovo pubblicato informazioni inaccurate su Tesla ai 24 milioni di persone che lo seguono su Twitter».

Musk si è difeso dicendo di non aver violato l’accordo perché ciò che ha scritto non aggiunge nulla alle informazioni diffuse da Tesla il 30 gennaio durante un incontro con alcuni analisti di Wall Street. Il suo primo tweet però violerebbe l’accordo, secondo la SEC, per il verbo usato da Musk.

L’accordo con la SEC stabilisce che ogni messaggio su Tesla che contenga informazioni interessanti per i suoi azionisti possa essere pubblicato sui social network da Musk solo dopo essere stato approvato da una commissione interna alla società. In seguito all’accordo con la SEC Musk aveva rinunciato al suo ruolo di presidente di Tesla, restandone però amministratore delegato.

Elon Musk a Chicago, 14 giugno 2018 (Joshua Lott/Getty Images)

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