I migliori momenti degli Oscar

Foto, video e gif delle cose che si sono fatte notare e di cui si parlerà oggi, per chi stanotte dormiva

Matt Sayles - Handout/A.M.P.A.S. via Getty Images

Questa notte c’è stata la 91ª cerimonia degli Oscar: come anticipato non c’è stato nessun presentatore e come anticipato nessun film ha dominato la serata. Per farsi un’idea, i premi per il miglior film, la miglior regia, il miglior attore e la miglior attrice sono andati ognuno a un film diverso. Il premio per il miglior film è andato (un po’ a sorpresa) a Green Book, gli altri ad Alfonso Cuarón (per Roma), Rami Malek (per Bohemian Rhapsody), e Olivia Colman (per La favorita). Ma oltre ai premi (e al red carpet), gli Oscar sono una cerimonia, fatta di momenti, seri e divertenti. Li abbiamo raccolti, per chi si sveglia ora e non vuole rivedersi oltre tre ore di premi e discorsi.

I Queen e Adam Lambert

La cerimonia, la prima in trent’anni senza un presentatore, si è aperta con i Queen che, insieme a Adam Lambert, hanno eseguito “We will rock you” e “We are the champions”. Il pubblico in sala sembra aver in genere gradito, in particolare Javier Bardem. Su Twitter, molti critici televisivi l’hanno trovato un momento un po’ troppo “tamarro”.

Ci si siede e si saluta

Comunque prima che la cerimonia iniziasse le celebrità in sala si sono salutate a vicenda, prima di sedersi. Quello in viola è Spike Lee, quella con l’abito nero è Lady Gaga.

Tre non conduttrici

Le prime persone a parlare (e non a cantare) sul palco degli Oscar sono state le comiche e attrici Tina Fey, Amy Poehler e Maya Rudolph. Erano lì per consegnare l’Oscar per la miglior attrice non protagonista (vinto da Regina King) ma prima hanno fatto qualche battuta. Hanno precisato che no, non erano loro le conduttrici e che non ci sarebbero stati Oscar assegnati durante la pubblicità, ma che ci sarebbero comunque state delle pubblicità durante gli Oscar. Rudolph ha detto, citando recenti discussioni relative agli Oscar (ma non solo): «Un rapido riassunto per tutti, nel caso siate confusi. Questa notte non c’è un presentatore, non è previsto un premio per il film più popolare, e il Messico non pagherà per il muro».

Capitan America ha aiutato Regina King

A soli otto minuti dall’inizio della cerimonia Regina King, che ha recitato in Se la strada potesse parlare, ha ritirato il suo premio. Ha avuto qualche problema con il vestito ma lo ha prontamente risolto. Anche grazie all’aiuto di Chris Evans, noto per aver interpretato Capitan America in diversi film dell’Universo Cinematografico Marvel.

Più avanti nel corso della serata, Evans si è anche fatto notare perché, dopo aver sbirciato la busta da cui Jennifer Lopez stava per leggere, ha esultato perché ha visto che Black Panther (altro film Marvel) stava per vincere l’Oscar per la miglior scenografia.

I “migliori” costumi

L’Oscar per i migliori costumi è stato assegnato da Brian Tyree Henry e Melissa McCarthy, che si sono volutamente vestiti molto sopra le righe per prendere in giro La favorita (la cosa dei conigli la capite solo se avete visto il film). La favorita era tra l’altro considerato favorito per il premio, che però è andato a Black Panther.

Il 2019: quando ti scrivi i discorsi di ringraziamento sul cellulare

La 91ª cerimonia degli Oscar sarà ricordata anche perché sono state premiate molte donne e, in particolare, alcune donne afroamericane (in categorie in cui non era mai successo prima). Hannah Beachler ha vinto insieme a Jay Hart per la miglior scenografia, per come hanno saputo creare Wakanda in Black Panther. Beachler ha fatto un apprezzato discorso, che tra l’altro ha letto dal suo smartphone: prima di iniziare ha precisato che non si ricordava dove lo aveva salvato.

È sempre questione di punti di vista

Alfonso Cuarón ha vinto i premi per la regia, la fotografia e per aver diretto il miglior film straniero. È stato tra l’altro il primo nella storia a vincere l’Oscar per la fotografia per un film di cui era anche regista. Nel ritirare il premio per il miglior film straniero Cuarón – che è messicano – ha detto: «Sono cresciuto guardando film stranieri»: e ha poi citato film americani, come Lo squalo e Il padrino.

Il momento Mary Poppins

Niente di particolarmente memorabile, ma l’attore, comico e sceneggiatore Keegan-Michael Key è entrato in sala così. Poi, come era logico che fosse, ha introdotto Bette Midler che ha cantato  “The Place Where Lost Things Go”, una canzone di Il ritorno di Mary Poppins.

Mahershala Ali

Ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista, per aver interpretato il pianista Don Shirley in Green Book. Ha fatto un bel discorso, dedicandolo alla nonna. Il video è utile anche per apprezzare la voce di Ali e il suo gusto nello scegliere i vestiti. Ali aveva già vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista due anni fa, per Moonlight.

Un film sulle mestruazioni ha vinto un Oscar

Netflix non ha vinto l’Oscar per il miglior film con Roma, ma ha comunque vinto qualche altro premio. Uno l’ha vinto per il miglior cortometraggio documentario: Period. End of Sentence, tradotto in Italia come Il ciclo del progresso. Il documentario è ambientato in un villaggio dell’India rurale e racconta il grande problema delle discriminazioni nei confronti delle ragazze e il tabù intorno alle mestruazioni. Mostra in particolare cosa succede dopo che viene installata una macchina per produrre assorbenti usa e getta. “Period” in inglese vuol dire sia “punto” (quello alla fine di una frase) che “ciclo mestruale”. “Sentence” vuol dire sia “sentenza” che “frase”. Nel ritirare il premio la regista Rayka Zehtabchi ha detto: «Non riesco a credere che un film sulle mestruazioni abbia appena vinto l’Oscar».

Ally e Jackson

Una bella canzone, per chi non ha visto A Star Is Born. Un momento commovente (e di certo surreale, se ci pensate bene) per chi invece ha visto A Star Is Born. Molti spettatori hanno tra l’altro notato la grande intesa tra Lady Gaga e Bradley Cooper.

Samuel L. Jackson e Spike Lee

Samuel L. Jackson, che ha recitato in diversi film di Spike Lee, ha consegnato insieme a Brie Larson il premio per la miglior sceneggiatura non originale. Lo ha vinto Spike Lee, per il suo film BlacKkKlansman. Lee è salito sul palco, è saltato in braccio a Jackson e poi ha fatto uno dei discorsi più politici della serata. Ha parlato della storia degli afroamericani, ha ricordato che nel 2020 negli Stati Uniti ci saranno le elezioni presidenziali e ha detto: «Stiamo dalla parte giusta della storia». Poi ha citato uno dei suoi film più famosi, e ha detto «Let’s do the right thing», cioè facciamo la cosa giusta.

In memoriam

È una tradizione che durante la cerimonia degli Oscar si ricordino in un video le più importanti persone del cinema morte nell’ultimo anno. Nel video “in memoriam” di quest’anno sono stati ricordati, tra gli altri, anche Ermanno Olmi e Bernardo Bertolucci.

Barbra Streisand, Spike Lee, Brooklyn e i cappelli

Nel corso della serata ci sono stati otto momenti in cui alcune persone hanno presentato gli otto candidati al premio per il miglior film, dicendo cosa quel film aveva significato per loro. BlacKkKlansman è stato presentato da Barbra Streisand, che riferendosi a Spike Lee ha detto: «Siamo entrambi di Brooklyn e a tutti e due piacciono i cappelli». Spike Lee ha gradito.

Olivia Colman a sorpresa

Ci si aspettava che l’Oscar per la miglior attrice protagonista andasse a Glenn Close, che ha recitato in The Wife. Invece è andato a Olivia Colman, che ha fatto uno dei discorsi più apprezzati della serata, perché ritenuto molto spontaneo e anche divertente. Tra le altre cose si è rivolta a Close e le ha detto: «Sei stata il mio idolo per così tanto tempo, non volevo che finisse così».

Spike Lee non tifava per Green Book

Green Book, premiato un po’ a sorpresa come miglior film, non è piaciuto a tutti ed è stato accompagnato fin dall’uscita da una serie di controversie. Soprattutto, è stato criticato per il modo in cui parla di razzismo – il tema principale del film –, giudicato da molti paternalista. Tra quelli a cui non è piaciuto c’è probabilmente Spike Lee: persone presenti al Dolby Theater (in cui si è tenuta la cerimonia degli Oscar) hanno detto che Lee era visibilmente deluso, forse anche innervosito dalla vittoria di Green Book. Variety scrive che Lee ha in seguito detto: «Ogni volta che qualcuno fa l’autista per qualcun altro, perdo». È un riferimento al fatto che Fa’ la cosa giusta (Do the right thing) non fu nemmeno candidato all’Oscar per il miglior film quando a vincere fu A spasso con Daisy, un film che molti hanno paragonato a Green Book.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.