(RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)
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  • martedì 12 febbraio 2019

“El Chapo” Guzmán è stato condannato

Alla fine di un processo durato tre mesi il famoso narcotrafficante è stato giudicato colpevole di tutti i capi d'accusa, e ora rischia l'ergastolo

(RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

Il narcotrafficante messicano Joaquín Guzmán Loera, meglio noto come El Chapo, è stato condannato per tutti e dieci i capi d’accusa per i quali era imputato al suo processo, in corso dallo scorso novembre a New York. Guzmán, che ha 61 anni ed è il più famoso trafficante di droga del mondo, riceverà probabilmente l’ergastolo: la sua pena sarà decisa in una nuova udienza a giugno.

Il processo, durato mesi durante i quali sono stati ascoltati 56 testimoni, 14 dei quali lavoravano per Guzmán, ha ripercorso la storia del cartello di Sinaloa, fatta di brutali violenze contro i rivali, di evasioni spettacolari e di strategie innovative nel narcotraffico, che permisero a Guzmán di costruire un impero dal valore di miliardi di dollari grazie alle migliaia di tonnellate di droga introdotte nell’arco di vent’anni negli Stati Uniti, e grazie alle grandi violenze e all’estesa corruzione in Messico.

Alla lettura della sentenza, Guzmán non ha mostrato particolari emozioni. Jeffrey Lichtman, uno degli avvocati di Guzmán, ha detto che ricorreranno in appello: ha però ammesso di non aver mai affrontato un processo con così tante prove e testimoni, aggiungendo di aver fatto «tutto quello che potevamo come avvocati». La difesa non ha negato i crimini di Guzmán, ma ha provato a sostenere che fosse manovrato da funzionari governativi più malvagi di lui. In tutto, però, la versione della difesa è durata soltanto mezz’ora, contro le dieci settimane occupate dall’accusa. Guzmán si è rifiutato di testimoniare.

Nel processo c’erano stati vari momenti salienti: il narcotrafficante colombiano Alex Cifuentes, per esempio, aveva creato un caso sostenendo che l’ex presidente messicano Enrique Peña Nieto avesse preso una tangente da 100 milioni di dollari da parte di Guzmán. Un giorno, l’imputato non aveva invece trattenuto i sorrisi quando aveva scoperto che ad assistere al processo si era presentato Alejandro Edda, che interpreta Guzmán nella serie di Netflix Narcos: Mexico.

I molti racconti emersi dal processo hanno incluso esercitazioni con bazooka, attentati con arepas al cianuro e perfino una dichiarazione d’amore da parte di una ex compagna di Guzmán. Il giorno successivo, all’udienza, lui e la sua attuale moglie Emma Coronel Aispuro si erano presentati con degli abiti coordinati di velluto rosso.

Un’altra ex compagna di Guzmán ha raccontato di una volta in cui, con i Marines alla porta della villa in cui stavano dormendo, il narcotrafficante la condusse attraverso un tunnel segreto nascosto dietro a una vasca da bagno. Guzmán, ha raccontato, si mise a correre e la lasciò indietro, il tutto mentre era senza vestiti. Del resto era già noto per le sue spettacolari evasioni: in Messico era riuscito a scappare due volte da carceri di massima sicurezza, una nascondendosi in un carrello della biancheria, l’altra attraverso un tunnel di 800 metri. Era stato arrestato l’ultima volta nel 2016, ed era stato estradato negli Stati Uniti nel 2017 con la garanzia che non sarebbe stato condannato alla pena di morte.

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