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  • venerdì 8 febbraio 2019

Il Venezuela sta bloccando gli aiuti umanitari dall’estero

Gli Stati Uniti hanno inviato nel paese cibo e medicine, per sostenere il governo autoproclamato di Juan Guaidó: Maduro ha bloccato le strade

(AP Photo)

Da ieri il governo venezuelano di Nicolás Maduro sta impedendo, con l’aiuto dell’esercito, che 50 tonnellate di aiuti umanitari provenienti dagli Stati Uniti entrino in Venezuela. Gli aiuti si trovano al momento a Cúcuta, una città colombiana al confine con il Venezuela, ma per assicurarsi che non possano raggiungere il Venezuela, l’esercito ha ulteriormente bloccato la grande strada che attraverso il ponte Tienditas, che collega Cúcuta con Ureña, in Venezuela (la strada era chiusa già da tempo da una cancellata sul lato colombiano)

Gli aiuti umanitari sono arrivati a bordo di diversi veicoli – due autoarticolati e sette camion più piccoli – e si trovano ora in alcuni magazzini. Contengono cibo e medicinali, che in Venezuela sono difficili da trovare, o quasi impossibili da comprare, per via dell’altissima inflazione, pari a circa il 150mila per cento su base annua. Al momento non è chiaro se, come e quando gli aiuti potranno arrivare in Venezuela.

Il governo di Maduro ha deciso di bloccare l’ingresso degli aiuti umanitari perché arrivano dagli Stati Uniti, uno dei circa 40 paesi ad aver sostenuto le istanze di Juan Guaidó, il 35enne presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela che si è dichiarato presidente del paese con il sostegno del parlamento accusando il presidente eletto Nicolás Maduro di essere un «usurpatore».

Maduro ha detto che il Venezuela «non è un paese di mendicanti» ma il suo rifiuto agli aiuti ha motivi soprattutto politici. Parte della dichiarata strategia di Guaidó per costringere Maduro a lasciare il potere consiste infatti nello sfruttare gli aiuti di paesi che lo sostengono per creare dei punti di raccolta di aiuti umanitari che convincano i venezuelani della solidità del suo governo alternativo.

Guaidó parlò di questo piano a gennaio, quando menzionò Cúcuta, ma anche altri due punti di raccolta: le isole dei Caraibi olandesi, a nord del Venezuela, e Boa Vista, nel nord del Brasile e quindi vicino al confine meridionale del Venezuela.