La grande fusione del settore ferroviario europeo che forse non si farà

Da più di un anno l'azienda tedesca Siemens Ag e la francese Alstom progettano di unirsi, ma sembra che l'Unione Europea bloccherà tutto

Margrethe Vestager, Commissaria europea per la concorrenza. (Diarmuid Greene /Web Summit via Getty Images)

La commissaria europea alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ha intenzione di porre il veto dell’Unione Europea sulla fusione tra l’azienda tedesca Siemens Ag e la francese Alstom SA. Le due società avevano annunciato un accordo per fondersi nel settembre del 2017: l’obiettivo principale sarebbe costruire una grande azienda europea nel settore dei trasporti ferroviari, con un fatturato annuale di circa 15 miliardi di euro, per contrastare la concorrenza cinese. Secondo il progetto, Siemens acquisterebbe il marchio francese, garantendo migliaia di posti di lavoro in Francia. Per questo la fusione aveva ricevuto il benestare del presidente francese Emmanuel Macron, che all’epoca dell’annuncio era appena entrato in carica e stava cercando di avviare la sua riforma del mercato del lavoro.

Negli ultimi mesi erano si era già capito che la Commissione Europea si sarebbe opposta alla fusione tra Siemens e Alstom perché, secondo Vestager, insieme le due aziende creerebbero un monopolio che danneggerebbe le aziende del settore dei paesi europei più piccoli. Vestager, che ha 50 anni ed è commissaria europea alla concorrenza dal 2014, è famosa soprattutto per il suo impegno contro le aziende tecnologiche della Silicon Valley: tra il 2016 e il 2018 ha fatto comminare multe milionarie a Apple, Facebook, Google e Amazon, cioè le quattro aziende di tecnologia più ricche e potenti al mondo, per via della posizione dominante che ciascuna mantiene nel proprio settore. Inoltre Vestager ha impedito alcune fusioni che, secondo le sue valutazioni, avrebbero danneggiato il mercato europeo.

Vestager non è una politica radicale – il partito di cui fa parte si chiama Radikale Venstre, ma ha posizioni liberali di centrosinistra – ma ha sempre dimostrato di essere intransigente. Nel 2015 aveva spiegato di non vedersi come una paladina della lotta alle multinazionali, ma come una garante del libero mercato.

La Francia non è molto soddisfatta delle sue scelte. «Noi europei vogliamo essere liberi o vogliamo essere soggetti a un ordine politico e tecnologico importato dalla Cina e dagli Stati Uniti?», ha detto lunedì scorso il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire. Sia il governo francese sia quello tedesco vorrebbero che le regole europee sulla concorrenza fossero riscritte: furono pensate, dicono, per un periodo storico molto diverso, in cui la cosa più importante era garantire ai paesi più piccoli che quelli più grandi non avrebbero tratto vantaggi per le proprie imprese attraverso la politica industriale europea. Ora però i paesi europei devono competere con le multinazionali cinesi e statunitensi, e le piccole aziende europee fanno comunque fatica a essere competitive. Le Maire sostiene che la normativa antitrust dell’Unione Europea sia ormai diventata un ostacolo alla creazione di posti di lavoro altamente qualificati.

La fusione tra Siemens e Alstom era stata progettata per fare per il settore ferroviario quello che, a partire dal 1970, è stato fatto per il trasporto aereo con Airbus: il più grande costruttore europeo di aerei era nato come consorzio tra alcune aziende tedesche e francesi, a cui poi se ne erano aggiunte altre spagnole e britanniche, per poi diventare il principale concorrente della statunitense Boeing.

Secondo Bloomberg, Germania e Francia si sono ormai rassegnate a vedere la fusione annullata, ma continueranno a insistere perché il tema delle regole dell’antitrust europeo sia discusso dai capi di governo dei paesi europei. Dopo le elezioni per eleggere il Parlamento Europeo, a maggio, si dovrà formare anche la nuova Commissione Europea e molto probabilmente la nomina del nuovo commissario alla concorrenza sarà una delle più ambite e discusse.