Le sigarette elettroniche sono efficaci per smettere di fumare, dice una nuova ricerca

Funzionano meglio dei sistemi tradizionali, come gomme da masticare e cerotti a base di nicotina, ma vanno comunque usate con qualche precauzione

(Dan Kitwood/Getty Images)

Uno studio realizzato nel Regno Unito ha concluso che le sigarette elettroniche sono più efficaci dei sistemi tradizionalmente utilizzati per smettere di fumare, come cerotti e gomme da masticare alla nicotina. La ricerca è una delle più rigorose e ad ampio spettro realizzate finora, dicono i ricercatori, e offre nuovi elementi al dibattito in corso ormai da anni sull’utilità e l’eventuale pericolosità delle sigarette elettroniche. Il tema è discusso ormai da anni, con ricerche che nel corso del tempo hanno portato a risultati opposti e difficili da interpretare.

Il nuovo studio è stato finanziato dal centro per la ricerca sul cancro del sistema sanitario nazionale britannico, seguendo per un anno 886 persone che volevano smettere di fumare. A ciascuna di loro, in modo casuale, è stato assegnato l’utilizzo delle sigarette elettroniche o di sistemi più tradizionali a base di nicotina. Ai volontari di entrambi i gruppi è stato inoltre richiesto di partecipare ad almeno quattro incontri settimanali per verificare i loro progressi e affrontare le difficoltà, anche dal punto di vista psicologico.

I partecipanti all’esperimento erano già interessati a smettere di fumare, spiegano i ricercatori nel loro studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, e questo ha probabilmente condizionato parte dei risultati della ricerca. La motivazione e l’interesse a smettere sono infatti un elemento fondamentale quando si vogliono abbandonare le sigarette, riducendo la propria dipendenza dalla nicotina e più in generale dall’abitudine del rito di fumare. I volontari erano per lo più di mezza età e fumavano tra mezzo pacchetto e un pacchetto intero di sigarette al giorno; molti di loro avevano inoltre già provato a smettere.

Il gruppo delle sigarette elettroniche ha ricevuto il necessario per fumare, compresa una piccola ampolla contenente 18 milligrammi di nicotina per millilitro, la concentrazione più diffusa nel Regno Unito. Finita la prima ampolla, ogni partecipante poteva autonomamente scegliere una concentrazione diversa del prodotto. Il gruppo dei metodi tradizionali poteva invece utilizzare cerotti, spray nasali e gomme da masticare alla nicotina, anche combinando diversi sistemi tra loro. Periodicamente, i ricercatori hanno misurato la quantità di monossido di carbonio nel respiro dei partecipanti, per misurare in modo più oggettivo i progressi nella riduzione del numero di sigarette tradizionali fumate.

Il 18 per cento dei partecipanti nel gruppo delle sigarette elettroniche ha smesso di fumare, contro il 9,9 per cento dei volontari nel gruppo dei metodi tradizionali. Il tasso di successo non è stato molto alto in nessuno dei due gruppi, ma secondo gli esperti i risultati offrono nuovi importanti elementi e spunti sulle potenzialità delle sigarette elettroniche per smettere di fumare.

Due editoriali (uno, due) pubblicati insieme allo studio, sempre sul New England Journal of Medicine, invitano comunque a mantenere qualche cautela. Un editoriale ricorda che l’80 per cento dei partecipanti che avevano smesso grazie alle sigarette elettroniche ha continuato a fumare utilizzando questi dispositivi, a un anno di distanza dalla fine dello studio. La percentuale nel gruppo di controllo con metodi tradizionali si è invece rivelata molto più bassa: 9 per cento.

La differenza dei risultati tra i due gruppi, spiega uno degli editoriali, fa pensare che le sigarette elettroniche possano indurre a una maggiore dipendenza da nicotina, la cui concentrazione varia a seconda dei preparati che vengono scelti. Viene quindi consigliato di ricorrere alle sigarette elettroniche solo quando altri sistemi più tradizionali, comprese le pratiche per distogliere da comportamenti dovuti alla dipendenza, non stanno funzionando. L’editoriale suggerisce inoltre di far assumere ai pazienti la minor concentrazione possibile di nicotina e di concordare da subito un periodo temporale massimo per l’uso delle sigarette elettroniche, in modo da rendere più consapevole e attento il fumatore che sta cercando di smettere.

Maciej Goniewicz, uno dei coautori dello studio, ha spiegato al New York Times che il maggiore successo delle sigarette elettroniche per abbandonare le sigarette elettroniche è il frutto della combinazione di vari fattori: “Dipende dal modo in cui viene assunta la nicotina, dalla quantità della sostanza e dal comportamento. Le sigarette elettroniche hanno il vantaggio di lasciare all’individuo la scelta di quando e per quanto tempo fare una tirata. I prodotti sostitutivi a base di nicotina hanno istruzioni specifiche e che variano molto”. Utilizzando la sigaretta elettronica si conservano inoltre gesti e ritualità tipici del fumo, che a loro volta creano una dipendenza psicologica forte tra i fumatori.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno più di 7 milioni di persone muoiono a causa del fumo delle sigarette e di altri prodotti a base di tabacco. Di questi, 890mila a causa del fumo passivo. Si stima che in tutto il mondo i fumatori siano almeno 1,1 miliardi, molti di loro sviluppano disturbi al sistema respiratorio di media o grave entità, e hanno un rischio maggiore di sviluppare tumori e malattie cardiache. Il tabagismo comporta costi sociali molti alti, soprattutto per i sistemi sanitari, e per questo vengono esplorate e sperimentate nuove soluzioni per ridurre la dipendenza da nicotina e aiutare i fumatori a smettere. Come dimostra il nuovo studio britannico, le sigarette elettroniche possono essere una buona risorsa per abbandonare le sigarette tradizionali, ma i loro effetti nel lungo periodo devono essere ancora approfonditi.

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