Beppe Grillo ospite alla trasmissione di Mike Bongiorno "Lascia o raddoppia" nel 1979 (Archivi Farabola/ANSA)

Beppe Grillo quando faceva il comico

Stasera andrà in onda un programma incentrato su di lui, e voluto dal nuovo direttore di Rai Due Carlo Freccero

Beppe Grillo ospite alla trasmissione di Mike Bongiorno "Lascia o raddoppia" nel 1979 (Archivi Farabola/ANSA)

Stasera su Rai Due andrà in onda un programma su Beppe Grillo, incentrato sulla sua carriera da comico prima che diventasse fondatore e poi capo politico del Movimento 5 Stelle. In realtà la definizione di “comico” che a volte ancora si usa per spiegare Beppe Grillo è stata largamente superata dai fatti, e anche dalla storia dell’ultimo decennio: dopo le elezioni del 2013 è stato uno dei personaggi centrali della scena politica italiana, anche se non ha mai ricoperto cariche istituzionali, ma rimanendo in un’area grigia e definendosi “garante” del Movimento 5 Stelle. Poi, circa sei mesi prima delle elezioni del 4 marzo 2018, Grillo decise di allontanarsi ancora di più dalla politica e dal partito: alle primarie per la leadership del Movimento 5 Stelle vinse Luigi Di Maio, che divenne nuovo capo politico.

Soprattutto i più giovani non ricordano il Beppe Grillo personaggio televisivo. Alcuni suoi spettacoli erano schiettamente comici, e sembra strano sentirlo in dei pezzi “tradizionali” e non politici, come questo sui genovesi:

Oppure questo, quando nel 1979 parlò di un premio vinto peraltro con un referendum popolare:

Già negli anni Ottanta Grillo cominciò a propendere più per la satira politica che per pezzi comici come quelli dei video precedenti. Erano gli anni in cui al governo c’era il Partito Socialista di Bettino Craxi, che governava in una coalizione a cinque insieme alla Democrazia Cristiana e ad altri partiti minori; nel 1986 Grillo fu allontanato dalla RAI per una battuta, diventata celebre, proprio sui socialisti, con la quale inscenava uno scambio di battute tra Claudio Martelli, esponente del PSI, e Craxi, segretario del partito:

Dopo l’intervento a Fantastico 7 sulla RAI, Grillo partecipò a due edizioni di Sanremo. In questa edizione del 1989 fece un monologo in cui tra le altre cose si rivolse con toni duri ai giornalisti, elemento caratteristico anche del movimento politico che avrebbe fondato in seguito:

Negli anni Duemila, prima di fondare il Movimento 5 Stelle nel 2008, consolidò la sua figura di personaggio “scomodo”, facendo spettacoli in molte città d’Italia e parlando di moltissimi temi tra cui il crac di Parmalat. In questo frammento di un suo spettacolo parlò di alcune innovazioni nell’agricoltura, come il pomodoro che non avrebbe dovuto marcire mai perché innestato con un merluzzo:

Questa storia, raccontata in chiave comica, era comunque presentata come vera e allarmante: in realtà era una bufala, smentita più volte. Negli spettacoli teatrali di Beppe Grillo c’erano già quasi tutti gli elementi che poi avrebbero costituito il Movimento 5 Stelle, per esempio la diffidenza verso l’informazione “mainstream” e la convinzione che qualcuno — per esempio le grandi multinazionali — voglia ingannare le masse. Il programma di stasera è stato voluto dal nuovo direttore di Rai Due, Carlo Freccero, nominato lo scorso novembre e notoriamente vicino al Movimento 5 Stelle.

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