Jose Ignacio Florimo Cornejo durante l'ottava tappa del Rally Dakar, Perù, 15 gennaio (FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 17 gennaio 2019

Le foto della Lima-Lima, cioè la Parigi-Dakar, cioè il Rally Dakar

Molta sabbia, molte dune e molto deserto, in una delle gare più strane e pericolose che si corrono oggi

Jose Ignacio Florimo Cornejo durante l'ottava tappa del Rally Dakar, Perù, 15 gennaio (FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)

Finirà oggi la 41ª edizione del Rally Dakar, che qualcuno continua a chiamare Parigi-Dakar anche se, come ormai sanno in molti, da dieci anni si corre in Sudamerica. Quest’anno il Rally Dakar si è svolto tutto in Perù, con partenza e arrivo da Lima, la capitale del paese. Per completare la corsa rallistica più famosa al mondo, la cui decima e ultima tappa si concluderà oggi, i partecipanti hanno dovuto percorrere più di 5mila chilometri totali, la maggior parte dei quali in mezzo alla sabbia e alle sue dune. Al via c’erano 334 equipaggi: qualcuno su moto, qualcuno su auto, qualcun altro su camion o su mezzi di altro tipo. Il più giovane di loro – e il più giovane di sempre alla Dakar – è Mitchel Van Den Brink: un meccanico di 16 anni che fa parte dell’equipaggio di uno dei camion in gara.

Rispetto agli anni scorsi, questa edizione del Rally Dakar ha avuto meno tappe ma più chilometri. Per farvi un’idea, nella terza tappa, con arrivo a Arequipa, i partecipanti hanno dovuto percorrere 799 chilometri, attraversare i difficili canyon Cotahuasi e El Colca e arrivare fino a 2.328 metri sopra il livello del mare. I partecipanti tra l’altro scoprono il percorso solo poche ore prima della tappa. Le classifiche aggiornate alla nona tappa sono qui. Tra le moto è primo il francese Michael Metge; tra le auto sono primi il francese Matthieu Baumel e il qatariota Nasser Al-Attiyah.

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