La “schedatura politica” dei componenti del Consiglio Superiore di Sanità

L'ha rivelata Repubblica e la ministra Grillo l'ha confermata, ma dice che non c'entra con la sua decisione di sostituirli

La ministra della Salute, Giulia Grillo (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Su Repubblica di oggi un articolo di Corrado Zunino racconta come la ministra della Salute, Giulia Grillo, avesse richiesto una sorta di indagine sui membri del Consiglio Superiore di Sanità (CSS), il più importante organo di consulenza tecnico-scientifica del ministero, per verificarne “i precedenti politici”. La ricerca sarebbe stata svolta prima della revoca delle nomine dei 30 componenti non di diritto del CSS, decisa a inizio dicembre da Grillo, ma la ministra nel primo pomeriggio di oggi ha smentito questa versione sostenendo che l’indagine fosse stata svolta dopo le loro dimissioni (confermando però di averla disposta).

Scrive Zunino:

Il documento è stato richiesto dalla ministra, spiegano a Repubblica due fonti dei Cinque Stelle, direttamente alla capogruppo della commissione Sanità alla Camera, Celeste D’Arrando, diploma di tecnico di laboratorio, tre anni da badante e poi formatrice di venditori di assicurazioni ai call center. Il testo è stato quindi diffuso, a scioglimento avvenuto, in una chat riservata dei membri pentastellati delle commissioni Affari sociali e Sanità (Camera e Senato).

In seguito all’articolo, la ministra Grillo ha pubblicato il documento, che conferma quanto era stato riportato da Repubblica. L’indagine era stata svolta informalmente e in modo piuttosto improvvisato, utilizzando informazioni normalmente ottenibili sui giornali e da siti internet di ogni tipo. Non sembra avesse portato a molto, almeno a giudicare dalle annotazioni rese pubbliche dalla stessa Grillo.

Nel caso di Adelfio Elio Cardinale, professore emerito di Radiologia presso l’Università degli Studi di Palermo, era emerso il fatto che sia sposato con Anna Maria Palma, ex procuratrice di Palermo e Caltanissetta “precedentemente direttrice dell’ufficio di gabinetto dell’ex ministro Schifani, Forza Italia”. L’annotazione conteneva anche una grossolana imprecisione, considerato che Renato Schifani non è mai stato ministro.

Per Francesco Bove, docente di Anatomia umana presso l’Università La Sapienza di Roma, era stata invece annotato il fatto che fosse iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e che avesse collaborazioni con Repubblica, altro errore dato che non risultano rapporti diretti di Bove con la testata. C’era poi una segnalazione su Placido Bramanti (Università degli Studi di Messina) e il suo “appoggio pieno del centrodestra”, mentre per Antonio Colombo (Ospedale San Raffaele, Milano) l’indicazione di essere stato “uno dei medici che ha operato Berlusconi”.

In un post pubblicato su Facebook, Giulia Grillo non ha negato di avere commissionato le verifiche, ma ha comunque detto di non averle sollecitate “prima di decidere la revoca delle nomine”, ma solo in un secondo momento in vista di un’eventuale nuova nomina di alcuni di loro:

Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò), figuriamoci via chat! Il MoVimento 5 Stelle è per la trasparenza, per cui mi interessava semplicemente capire in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo PUBBLICA di cui non ero a conoscenza. Ho dichiarato che alcuni ex componenti avrebbero potuto essere rinominati, mi interessava avere qualche informazione. Sottolineo che dal testo non vi sono demeriti: nessuno è così folle da pensare che aver operato un ex presidente del Consiglio possa costituire una nota negativa o che avere una moglie che ha collaborato con un esponente politico dell’opposizione possa costituire un vulnus.

La revoca delle nomine – una prerogativa del ministero – era stata ricevuta con una certa sorpresa da parte dei componenti del CSS, i cui incarichi da poco rinnovati sarebbero dovuti durare ancora un paio di anni, prima della loro normale scadenza. In seguito alla decisione di Grillo, erano rimasti in carica solamente i membri delle istituzioni, appartenenti a seconda dei casi al ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità e all’Agenzia Italiana del Farmaco.

In seguito all’articolo di Repubblica e alle informazioni fornite dalla ministra Grillo, un gruppo di senatori del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione urgente sulla vicenda, mentre alcuni esponenti dell’opposizione hanno chiesto le sue dimissioni.

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