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  • Giovedì 3 gennaio 2019

Le proteste delle donne in India

Per entrare in un famoso tempio induista nello stato del Kerala, dopo che la Corte Suprema ha giudicato discriminatorio il divieto nei loro confronti

Un momento della protesta pacifica delle donne a Thiruvananthapuram, capitale del Kerala, l'1 gennaio. (AP Photo/R.S. Iyer)
Un momento della protesta pacifica delle donne a Thiruvananthapuram, capitale del Kerala, l'1 gennaio. (AP Photo/R.S. Iyer)

Da due giorni nello stato del Kerala, nel sud dell’India, ci sono grosse proteste dopo che per la prima volta due donne in “età da mestruazioni” sono entrate nel tempio di Sabarimala, violando un antico divieto religioso in uno dei luoghi più sacri per gli induisti.

Per ragioni religiose, fino allo scorso settembre l’ingresso al tempio Sabarimala era infatti vietato alle donne di età compresa tra i 10 e 50 anni. Il divieto era formalmente stato eliminato per decisione della Corte Suprema del Kerala, che lo aveva giudicato discriminatorio, ma moltissimi fedeli si erano comunque opposti all’ingresso delle donne nel tempio. Mercoledì 2 gennaio, due donne sono riuscite ad entrare nel tempio per la prima volta, scortate dalla polizia, e questo ha causato nuove violente proteste e scontri tra i sostenitori del Partito Popolare Indiano (Bharatiya Janata Party, BJP) che governa l’India e quelli del Partito comunista, che governa nello stato del Kerala: i primi sostengono il divieto di ingresso al tempio per le donne, i secondi appoggiano la decisione della Corte Suprema.

Le due donne che sono entrate nel tempio – Bindu Ammini, di 40 anni, e Kanaka Durga, di 39 anni – hanno lasciato un’offerta votiva alla divinità Ayyappa, a cui è dedicato il tempio, e sono uscite poco dopo. Dopo la loro visita il tempio è rimasto chiuso per un’ora – per essere “purificato” – e giovedì è rimasto chiuso in segno di protesta per quella che alcuni credenti considerano una violazione.

Dopo l’ingresso delle due donne nel tempio sono scoppiate violente proteste in tutto il Kerala. Per paura delle violenze, giovedì scuole e negozi sono rimasti chiusi e gli autobus hanno smesso di circolare perché i dimostranti hanno bloccato le autostrade e le principali strade dello stato. Secondo BBC dall’inizio delle proteste mercoledì 100 persone sono state fermate e arrestate dalla polizia. I manifestanti sostenuti dal BJP hanno chiesto una chiusura totale dello stato del Kerala, con scuole, università e negozi serrati in segno di protesta.

Per la tradizione induista le donne che hanno le mestruazioni non possono partecipare ai rituali religiosi, perché sono ritenute impure, ma la maggior parte dei templi vieta l’ingresso soltanto nei giorni del mestruo. A Sabarimala, invece, il divieto era totale e riguardava tutte le donne dai 10 ai 50 anni. La ragione è, secondo la tradizione induista, il celibato della divinità Ayyappa, che le donne in età fertile potrebbero far cadere in “tentazione”.

Già da tre mesi il Kerala c’erano proteste e violenze tra i sostenitori del divieto e chi invece sosteneva la decisione della Corte Suprema. Altre volte le donne avevano cercato di entrare nel tempio, ma erano state attaccate da una folla di fedeli. Il BJP ha definito la decisione della corte «una cospirazione degli atei per distruggere i tempi indù» e aveva chiesto a tutti i fedeli di manifestare. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha detto in un’intervista che il divieto non era una questione di genere, ma di credenze religiose.

Il giorno prima dell’ingresso delle due donne nel tempio, tre milioni di donne indiane in tutto lo stato del Kerala si erano ritrovate e prese per mano creando una “catena umana” lunga oltre 600 chilometri per chiedere la parità di genere e protestare contro il divieto di ingresso a Sabarimala. Alla protesta si erano uniti anche migliaia di uomini, creando una seconda fila dietro a quella creata dalle donne. Nelle prossime settimane la Corte Suprema del Kerala dovrà decidere su alcuni ricorsi che chiedono una revisione della decisione di settembre.