Un soldato tedesco con un dispositivo per la visione notturna (David Hecker/Getty Images)

La Germania sta pensando di arruolare nel suo esercito anche i cittadini europei

Non è la prima idea originale dei militari tedeschi per risolvere il problema della mancanza di reclute

Un soldato tedesco con un dispositivo per la visione notturna (David Hecker/Getty Images)

Il generale Eberhard Zorn, che ricopre la massima autorità militare in Germania, ha detto in un’intervista che la Germania sta valutando la possibilità di reclutare nell’esercito cittadini di altri paesi dell’Unione Europea per ricoprire particolari incarichi, come quello di medico o specialista informatico. L’idea è nata per cercare di risolvere il problema della mancanza di reclute, di cui si discute in Germania dalla fine della leva obbligatoria, sette anni fa. Zorn ha detto: «Dobbiamo guardare in ogni direzione, ora che siamo in un momento in cui c’è carenza di specialisti».

In realtà il problema dell’esercito tedesco non riguarda solo la mancanza di specialisti, ma anche quella di semplici soldati. Due anni fa l’esercito cercò di aumentare il numero di coscritti trasmettendo su YouTube un reality show sull’addestramento delle forze armate, che arrivò in cima alle classifiche dei video più guardati in Germania. Inizialmente la strategia, piuttosto originale, sembrò funzionare: si parlò di un aumento del 20 per cento del numero di nuove reclute, che però non fu sufficiente a risolvere il problema.

La ministra della Difesa tedesca, Ursula von der Leyen, ha detto giovedì che attualmente nell’esercito tedesco ci sono 182mila soldati, 6.500 in più rispetto a due anni fa: l’obiettivo del governo è arrivare a 203mila soldati entro il 2024. Der Leyen ha inoltre confermato che l’idea di reclutare cittadini di altri paesi dell’UE per ricoprire ruoli specialistici è «un’opzione» che potrebbe portare benefici all’esercito nazionale.

Per molto tempo gli investimenti nell’esercito tedesco sono stati molto limitati, così come gli sforzi per reclutare nuovi soldati: in diversi ricordano per esempio quando nel 2014, durante un’esercitazione militare della NATO, i soldati tedeschi furono costretti a nascondere una carenza di mitragliatrici usando dei manici di scopa dipinti di nero. Le cose sono cominciate a cambiare negli ultimi anni, soprattutto per alcuni eventi slegati dalla politica tedesca, tra cui l’annessione russa della Crimea e le richieste rivolte dal presidente statunitense Donald Trump ai membri della NATO di rispettare l’obbligo di destinare almeno il 2 per cento del PIL nazionale alle spese militari (la Germania ha stabilito che entro il 2025 la percentuale del suo PIL destinato alle spese militari salirà dall’1,2 all’1,5).

Nonostante le misure prese negli ultimi anni, l’esercito tedesco continua ad avere diversi problemi legati non solo alla mancanza di soldati e specialisti, ma anche al limitato ricambio di armi, mezzi e equipaggiamento di altro tipo.

L’obiettivo della Germania dovrebbe essere avere il 70 per cento delle sue capacità di combattimento pronto in qualsiasi momento a entrare in un conflitto, ma documenti recenti mostrano che la situazione è ben lontana dall’essere ottimale. A ottobre il quotidiano tedesco Die Zeit ha scritto che solo un terzo dei nuovi carri armati, aerei da guerra ed elicotteri può essere considerato pronto per combattere; un rapporto militare di febbraio diceva inoltre che ancora alla fine del 2017 non era possibile dispiegare sottomarini e grandi aerei da trasporto, mentre altri mezzi terrestri, navali e aerei erano in «cattive condizioni». Lo scorso novembre diversi giornali avevano fatto notare come la cancelliera Angela Merkel fosse stata costretta a raggiungere il G20 in Argentina a bordo di un aereo passeggeri, visto che l’aereo militare sul quale viaggiava, uno dei due in grado di coprire grandi distanze, aveva subìto un guasto tecnico.

L’idea di arruolare nell’esercito tedesco cittadini di altri paesi dell’Unione Europea, ha detto Hans-Peter Bartels, commissario parlamentare per le forze armate e membro del Partito socialdemocratico, è in realtà una pratica che si sta in parte adottando da qualche tempo. Bartels ha detto che ci sono già molti soldati con la doppia cittadinanza o appartenenti a famiglie che sono immigrate in Germania. Secondo le regole militari della Germania, comunque, le reclute non tedesche che vogliono unirsi all’esercito devono dimostrare di avere una certa conoscenza della lingua, giurare fedeltà allo stato e presentare una specie di certificato di “buona condotta” emesso dalla polizia.