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  • Martedì 25 dicembre 2018

L’Irlanda ha un piano in caso di “no deal”

Prevede misure di emergenza se il Regno Unito non trovasse un accordo con l'UE: il parlamento irlandese ci lavorerà a gennaio

Il primo ministro irlandese Leo Varadkar e il ministro degli esteri Simon Coveney presentano il piano di emergenza in vista di un "no deal". (Brian Lawless/PA Wire/AP)
Il primo ministro irlandese Leo Varadkar e il ministro degli esteri Simon Coveney presentano il piano di emergenza in vista di un "no deal". (Brian Lawless/PA Wire/AP)

Nei giorni scorsi il governo irlandese ha pubblicato il suo piano di emergenza nel caso in cui il Regno Unito esca dall’Unione Europea senza che venga ratificato alcun accordo (cioè la cosiddetta opzione “no deal”). Il piano è stato pubblicato mentre l’accordo raggiunto dalla prima ministra Theresa May – quello negoziato con l’Unione Europea ma parecchio criticato nel Regno Unito – è bloccato in parlamento, dove, allo stato attuale delle cose, è molto difficile che passi.

Nel caso di un’uscita senza accordo, il piano prevede che il parlamento irlandese approvi una serie di aggiustamenti (circa 45) alle leggi che regolano i rapporti diretti dell’Irlanda con il Regno Unito: le misure riguardano tra le altre cose sicurezza, salute, educazione, cooperazione alla frontiera, turismo e commercio. L’agenda parlamentare di gennaio sarà dedicata a rivedere queste leggi, in attesa che il Parlamento britannico decida cosa fare (il voto sull’accordo dovrebbe tenersi nella terza settimana del mese).

Se il Regno Unito dovesse uscire senza aver ratificato l’accordo, l’Irlanda sarebbe uno dei paesi europei più danneggiati dal punto di vista economico. Simon Coveney, vice primo ministro irlandese e ministro degli Esteri, ha detto che «non esiste un piano di emergenza che permetterà di mantenere lo status quo attuale… è solo un modo per limitare i danni». L’Irlanda si prepara in questo modo anche all’emergere di eventuali problemi relativi al trasporto aereo, marittimo e su strada.

Ci sono preoccupazioni anche per quanto riguarda la sicurezza e la cooperazione tra le forze di polizia. In caso di “no deal”, il Regno Unito perderà l’accesso a tutti i database europei che comprendono i registri delle impronte digitali, del DNA, le fedine penali e le targhe delle automobili. In questo modo si verrebbe a creare una zona grigia per i criminali, che per esempio potranno “sparire” fra un confine e l’altro, dal momento che la polizia dell’Irlanda del Nord e la Garda Síochána, il corpo di polizia irlandese, non si scambieranno più informazioni.

L’Irlanda subirebbe danni soprattutto per quanto riguarda il commercio: è possibile che per un primissimo periodo le merci continuino a circolare liberamente tra Irlanda e Irlanda del Nord anche perché, come ha detto Coveney, il governo irlandese non ha intenzione di costruire nuove infrastrutture al confine con l’Irlanda del Nord e vuole evitare situazioni caotiche.

In ogni caso, Irlanda e Irlanda del Nord rimarranno uniti nella Common Travel Area, l’area di libera circolazione che comprende Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Repubblica d’Irlanda, Isola di Man e le isole della Manica, e che dà ai rispettivi cittadini il diritto di vivere, lavorare e viaggiare liberamente nei diversi territori.