L’ultima notte di trattative sulla manovra

Lega e Movimento 5 Stelle hanno confermato i tagli necessari per ridurre il deficit: ora bisogna approvarla rapidamente e sperare che piaccia alla Commissione Europea

(ANSA/FABIO FRUSTACI)

Durante una lunga riunione tra le 21 di domenica e l’una di notte di lunedì, i vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno deciso di confermare la riduzione del deficit per la prossima manovra finanziaria dal 2,4 per cento a circa il 2 per cento. Salvini, al termine della riunione, ha detto che «abbiamo trovato l’accordo su tutto» e i giornali scrivono che la riduzione del deficit sarà ottenuta principalmente tagliando almeno due miliardi di euro ad ognuna delle misure più simboliche per l’attuale governo, il reddito di cittadinanza e la “quota cento”.

Altri 3,5 miliardi di euro che la Commissione Europea ha chiesto di procurare per evitare una procedura di infrazione dovrebbero essere trovati «nelle pieghe del bilancio» hanno detto fonti del governo ai giornali. Il documento frutto dell’accordo di questa notte è stato inviato alla Commissione Europea a Bruxelles, dove proprio oggi è in corso la riunione preparatoria all’incontro dei Commissari che si svolgerà mercoledì 19 e in cui sarà deciso come giudicare il governo italiano e la sua manovra.

Nel frattempo, il frutto dell’accordo di questa notte dovrà essere inviato al Senato, dove da giorni si trova il testo della manovra approvato dalla Camera, quello che gli accordi dell’ultima settimana hanno completamente stravolto. Tra martedì e mercoledì il governo presenterà in commissione una serie di emendamenti, oppure un “maxi-emendamento”, per riscrivere l’intero testo della manovra. Su questo maxi-emendamento sarà posta la questione di fiducia, in modo da accelerarne l’approvazione. Se tutto andrà bene, quindi, entro questa settimana (si parla di venerdì) la manovra sarà approvata dal Senato (per la seconda volta) e a quel punto non resterà che portarla alla Camera per il via libera definitivo.

L’accordo raggiunto ieri, dicono i giornali, ha costretto Lega e Movimento 5 Stelle a venire a patti su diversi temi intorno ai quali si erano scontrati nelle scorse settimane. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, ha dovuto accontentarsi di una “ecotassa” sulle auto inquinanti limitata alle auto di lusso e di grossa cilindrata, mentre la Lega ha dovuto accettare un taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro mensili. Per avere un quadro più preciso e completo dovremo attendere che il governo presenti in Senato i suoi emendamenti alla manovra.

Nella migliore delle ipotesi, la manovra sarà approvata senza problemi da entrambe le camere entro il 25 dicembre. Sempre nello scenario più ottimistico, la Commissione Europea giudicherà sufficienti le modifiche alla manovra approvate dal governo e cambierà la sua decisione di consigliare l’apertura di una procedura di infrazione contro il nostro paese.