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  • martedì 20 novembre 2018

La dichiarazione di Trump a sostegno dell’Arabia Saudita

Ha detto che probabilmente non sapremo mai la verità sull'omicidio di Jamal Khashoggi e che gli Stati Uniti continueranno a essere un solido partner dell'Arabia Saudita

(Kevin Dietsch-Pool/Getty Images)

Dopo aver approvato sanzioni che gli esperti hanno definito «il minimo che potevano fare e il massimo che ci potevamo aspettare», e dopo aver definito «premature» le conclusioni della CIA sull’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi (che secondo l’agenzia di intelligence fu ordinato dal principe ereditario Mohammed bin Salman), Donald Trump ha diffuso una dichiarazione sulla sua posizione e quella degli Stati Uniti nei confronti dell’Arabia Saudita.

La dichiarazione, ufficiale e diffusa dalla Casa Bianca nonostante sia scritta in modo estremamente informale e molto-Trump, comincia con «America First!» e la considerazione che il mondo è un posto molto pericoloso.
Continua poi con un paragrafo sulle responsabilità dell’Iran (guerra in Yemen, tentativo di destabilizzazione del «fragile tentativo di democrazia» in Iraq, sostegno a Hezbollah in Libano e ad Assad in Siria, il dichiarare apertamente «Morte all’America» e a Israele).
Al contrario – prosegue Trump – l’Arabia Saudita si ritirerebbe volentieri dallo Yemen se lo facesse anche l’Iran e ha concordato di spendere miliardi di dollari per combattere contro il terrorismo islamista. Soprattutto, però, l’Arabia Saudita ha promesso di investire 450 miliardi di dollari negli Stati Uniti (una cifra falsa, comunque) e se gli Stati Uniti cancellassero questo accordo, sarebbe un regalo alla Russia e alla Cina.
Quanto all’omicidio del giornalista dissidente Khashoggi:

Il crimine contro Jamal Khashoggi è stato un crimine terribile, e il nostro paese non lo giustifica. […]
Abbiamo già punito 17 sauditi che sappiamo essere stati coinvolti nell’omicidio di Khashoggi e nell’eliminazione del suo corpo.
I delegati dell’Arabia Saudita dicono che Jamal Khashoggi era un «nemico dello stato» e un membro dei Fratelli Musulmani, ma la mia decisione non è assolutamente basata su questo: è stato un crimine orribile. Re Salman e il principe Mohammed bin Salman negano energicamente di essere stati a conoscenza dell’esecuzione di Khashoggi o di averla pianificata. La nostra intelligence continua a valutare tutte le informazioni, ma potrebbe benissimo essere che Mohammed bin Salman sapesse di questo tragico evento: magari lo sapeva, ma magari no!

Nei paragrafi finali, Trump aggiunge che probabilmente non sapremo mai com’è andata davvero con Khashoggi (in realtà lo sappiamo), ma che comunque gli Stati Uniti continueranno a essere uno solido alleato dell’Arabia Saudita, e che una collaborazione con chi può mantenere i prezzi del petrolio a livelli ragionevoli e contrastare i paesi che vogliono danneggiare gli Stati Uniti è esattamente ciò che intende con «America First».

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