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  • sabato 10 novembre 2018

In Sri Lanka le cose si complicano molto

Per evitare che il primo ministro da poco allontanato dimostrasse di avere ancora una maggioranza, il presidente ha sciolto il Parlamento e annunciato nuove elezioni

Sostenitori dell'ex primo ministro Ranil Wickremesinghe riuniti davanti la sua residenza a Colombo, Sri Lanka (Ranil Wickremesinghe)

Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha sciolto il Parlamento e ha annunciato che ci saranno nuove elezioni a gennaio, nel tentativo di risolvere una crisi politica e istituzionale che dura da settimane e che potrebbe avere serie conseguenze, anche per quanto riguarda l’ordine pubblico.

A fine ottobre Sirisena aveva fatto dimettere l’allora primo ministro Ranil Wickremesinghe, sostituendolo con Mahinda Rajapaksa, che era già stato primo ministro del paese (2004-2005) e presidente (2005-2015) promuovendo politiche molto controverse, soprattutto per la repressione violenta delle spinte separatiste dei Tamil. Wickremesinghe aveva da subito definito «illegale» la sua rimozione e aveva sostenuto di avere ancora una maggioranza in Parlamento e di volerlo dimostrare con un voto. Per questo motivo Sirisena aveva deciso di posticipare il più possibile una riunione del Parlamento, in modo da consentire a Rajapaksa di convincere un numero sufficiente di parlamentari a votare per lui e prevalere quindi su Wickremesinghe.

A inizio novembre, Sirisena aveva detto che il Parlamento si sarebbe riunito entro metà mese, ma Rajapaksa aveva annunciato di non avere una maggioranza per potere essere confermato. Il presidente ha quindi deciso di sciogliere il Parlamento, evitando in questo modo che un voto potesse indicare che Wickremesinghe aveva ancora legittimamente una maggioranza.

Il Partito Nazionale Unito (UNP), di cui fa parte Wickremesinghe, ha definito incostituzionale lo scioglimento del Parlamento e ha detto di voler difendere il proprio ex primo ministro. Lo stesso Wickremesinghe si è rifiutato di lasciare la residenza del primo ministro a Colombo, la capitale del paese, e tutti i ministri del governo hanno detto di considerarsi ancora in carica.

Il Fronte popolare dello Sri Lanka, il partito di Rajapaksa è andato molto bene alle elezioni amministrative dello scorso febbraio, portando avanti una campagna populista e mirata soprattutto a sfruttare il malcontento popolare per le difficili condizioni economiche del paese. Nel caso di nuove elezioni a gennaio dovrebbe quindi ottenere facilmente una maggioranza in Parlamento per sostenere un ritorno di Rajapaksa.