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  • lunedì 5 novembre 2018

C’è uno spot di Trump così razzista che le tv americane si rifiutano di mostrarlo

Persino Fox News lo ha respinto, oltre a CNN, NBC e Facebook

I più grandi network televisivi statunitensi – CNN, NBC e Fox News – hanno rifiutato la trasmissione a pagamento di uno spot prodotto e diffuso dal comitato elettorale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per via dei suoi contenuti che giudicano razzisti. Anche Facebook ne ha impedito la sponsorizzazione a pagamento. Alle tv statunitensi capita di tanto in tanto di rifiutare la trasmissione di uno spot televisivo, ma non ci si ricorda di casi in cui lo spot in questione fosse stato prodotto e diffuso dal presidente. Martedì 6 novembre negli Stati Uniti si vota per le elezioni di metà mandato.

Lo spot parla della carovana di circa 3.500 migranti che si sono radunati nell’America Centrale e stanno attraversando il Messico nel tentativo di raggiungere un giorno gli Stati Uniti. La carovana viaggia lentamente, a piedi, ed è distante quasi mille chilometri dal confine statunitense, ma da settimane Trump la descrive come una minaccia imminente e pericolosissima, sostenendo – senza prove – che in mezzo ai migranti ci siano criminali e terroristi islamici, al punto da aver già schierato al confine migliaia di soldati in quella che i suoi avversari hanno definito una mossa di propaganda pagata con i soldi dei contribuenti.

Dopo aver mostrato immagini della carovana, però, lo spot si concentra su Luis Bracamontes, un uomo messicano immigrato irregolarmente negli Stati Uniti che nel 2014 è stato condannato per aver ucciso due poliziotti, e collega la sua storia alla carovana. In realtà non ci sono elementi che leghino Bracamontes alla carovana. Durante lo spot, le cui musiche e grafiche inquietanti alimentano l’idea di una terribile minaccia imminente, una voce fuori campo dice: «Ai pericolosi criminali come l’assassino di poliziotti Luis Bracamontes non importa niente delle nostre leggi».

La voce prosegue accusando i Democratici di aver «fatto entrare Bracamontes nel paese» e di averlo fatto «restare», due cose false: Bracamontes, che nel frattempo è stato condannato a morte, era stato espulso dagli Stati Uniti nel 1997, durante l’amministrazione Clinton, ed era rientrato l’ultima volta tra il 2001 e il 2002, durante l’amministrazione di George W. Bush, per poi essere di nuovo espulso. In precedenza era stato arrestato nel 1998 per traffico di droga, ed era stato poi rilasciato per ragioni poco chiare dal famoso sceriffo Joe Arpaio, grande sostenitore di Trump.

Lo spot è stato giudicato razzista perché lega tra loro due storie che non hanno nessun punto di contatto – la carovana di migranti e la vicenda criminale di Luis Bracamontes – sulla sola base del fatto che sia Bracamontes che i migranti sono latinoamericani (anche perché i dati e diversi studi mostrano che la presenza di immigrati negli Stati Uniti non ha conseguenze sul tasso di criminalità). CNN ne ha rifiutato immediatamente la trasmissione e lo stesso ha fatto Fox News, cosa non scontata visto che è un network televisivo molto conservatore e molto vicino ai Repubblicani e a Trump; NBC ne ha trasmesso una versione breve – priva delle accuse ai Democratici – durante l’intervallo di una partita di football di lunedì sera e poi ha fatto sapere di non avere più intenzione di trasmetterlo. Facebook ne ha vietato la promozione a pagamento, ma gli utenti se vogliono possono continuare a diffonderlo sulle loro bacheche.