Cosa pensa Giancarlo Giorgetti dei sondaggi che danno la Lega in crescita

Che se davvero la Lega prenderà il 35% alle Europee servirà tempo per costruire una classe dirigente all’altezza

(ANSA/ PASQUALE BOVE)

Intervistato oggi su La Repubblica da Tommaso Ciriaco, il deputato della Lega e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha parlato dei rapporti con gli alleati di governo del Movimento 5 Stelle, dei sondaggi che darebbero la Lega in continua ascesa e di alcuni temi molto discussi in questi giorni, tra cui quello della prescrizione nei processi.

A proposito dei sondaggi, Giorgetti ha detto che sia lui che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ne sono molto preoccupati, perché temono che possano destabilizzare i rapporti con il M5S e «provocare un’ubriacatura tra qualcuno dei nostri». Inoltre, sull’ipotesi che la Lega chieda la presidenza del Consiglio nel caso di un buon risultato alle elezioni Europee, si è mostrato molto prudente, aggiungendo che «se davvero prendiamo il 35% alle Europee e vinciamo in Emilia e Toscana, serve tempo per costruire una classe dirigente all’altezza».

Nell’intervista si è parlato anche dell’emendamento al disegno di legge anticorruzione  presentato dal M5S in commissione Giustizia alla Camera, che bloccherebbe la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Alla domanda se il tema della prescrizione sia o meno nel contratto di governo, Giorgetti ha detto di credere che non sia «nei termini proposti dai relatori della legge» e che nei prossimi giorni la questione verrà discussa dalla Lega con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Un altro tema trattato nell’intervista è quello del reddito di cittadinanza, finito fuori dalla legge di bilancio ma che il M5S vorrebbe comunque approvare entro la fine dell’anno. Nei giorni scorsi una frase di Giorgetti riportata nell’ultimo libro di Bruno Vespa («Il reddito di cittadinanza ha complicazioni attuative non indifferenti») aveva  provocato diversi attriti con gli alleati di governo. Oggi Giorgetti ha replicato che il reddito di cittadinanza è nel contratto di governo e quindi si farà, nonostante tutte le complicazioni: «il reddito fa parte del contratto. L’obiettivo di tutti è farlo bene. È complicato, lo ribadisco. Dirlo non significa che non si farà, ma che va articolato al meglio, perché ci si gioca molto della credibilità del governo».

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