Facebook continua a rallentare

Nell'ultimo trimestre non ha guadagnato nuovi utenti negli Stati Uniti e ne ha persi in Europa, i suoi due mercati più importanti

Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg (GERARD JULIEN / AFP / Getty Images)

La crescita di Facebook in termini di utenti continua a rallentare ed è sostanzialmente ferma negli Stati Uniti e in declino in Europa, due dei suoi mercati più importanti per i ricavi pubblicitari. Gli ultimi dati sull’andamento dell’azienda sono stati diffusi martedì 30 ottobre durante la presentazione della terza trimestrale di cassa, molto attesa dagli analisti e dagli investitori per verificare l’andamento del più grande social network al mondo, al centro di numerose polemiche per le interferenze russe nelle presidenziali statunitensi del 2016, per il caso Cambridge Analytica, per una recente grande falla di sicurezza e per una crescente sfiducia e disaffezione da parte dei suoi utenti. Il rallentamento non ha comunque impedito a Facebook di concludere un buon trimestre dal punto di vista dei ricavi, ma pone molti dubbi sul suo futuro.

Nel terzo trimestre il numero di utenti giornalieri attivi nel Nordamerica è rimasto stabile a 185 milioni. In Europa le cose sono andate peggio, con un calo di un milione di utenti, passati da 279 milioni a 278 milioni. Sui risultati in Europa potrebbe avere influito l’introduzione del nuovo regolamento sulla privacy (GDPR), che ha richiesto al social network diversi adeguamenti e formulazioni più esplicite e chiare su come gestisce i dati dei suoi iscritti (seppure con molti dubbi).

Se si considera l’andamento di Facebook a livello globale, quindi includendo gli altri continenti, le cose sembrano andare meglio. Nel terzo trimestre del 2018 l’aumento degli utenti giornalieri attivi è stato del 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Il numero totale di utenti mensili attivi è aumentato del 10 per cento e il totale equivale a 2,27 miliardi di persone. Se si analizza però l’andamento della crescita, si nota che questa si è progressivamente ridotta nel corso degli ultimi anni, soprattutto nei paesi più ricchi dove tradizionalmente Facebook ricava più denaro grazie alle sue inserzioni pubblicitarie.

Nel complesso Facebook ha prodotto ricavi per 13,73 miliardi di dollari, il 33 per cento in più rispetto allo stesso periodo nel 2017, superando le aspettative degli analisti da qualche tempo scettici sulle prestazioni della società. L’andamento degli utenti giornalieri e mensili è stato invece al di sotto delle attese, ma la società nei mesi scorsi aveva giocato di anticipo spiegando che ci sarebbe stato probabilmente un calo nella crescita.

Commentando i risultati del terzo trimestre il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha detto che il social network dovrà cambiare per riuscire a mantenere le aspettative degli investitori e tornare a crescere in modo più sostenuto. Zuckerberg pensa che il futuro di Facebook sarà sempre più legato alle Storie, come avvenuto su Instagram (altro social controllato da Facebook), privilegiando sistemi per condividere contenuti privatamente o che spariscono dopo qualche ora dalla loro pubblicazione. In quest’ottica, la sezione Notizie (Newsfeed) dovrebbe diventare nuovamente dedicata alla diffusione di post dalle Pagine e dalla nuova sezione Watch, con i video, riducendo la presenza di altri tipi di contenuti personali che si troveranno soprattutto tra le storie.

Secondo Zuckerberg: “Le persone sono più a loro agio quando condividono contenuti con piccoli gruppi e quando sanno che quegli stessi contenuti non saranno per sempre online”. Il problema è che per ora le Storie su Facebook non sono molto utilizzate, nonostante la società abbia fatto di tutto per privilegiarle rispetto ad altri servizi, nella speranza di portarle agli stessi successi delle Storie su Instagram. Molti analisti sono scettici sulla possibilità che Facebook possa convincere gli utenti a usare le Storie, visto che molti di loro lo fanno già regolarmente su Instagram, dove viene percepita una maggiore tutela dei propri dati personali (paradossalmente così non è, avendo l’applicazione termini d’uso praticamente uguali a quelli di Facebook, che la controlla).

Il passaggio alle Storie potrebbe inoltre consentire a Facebook di smarcarsi ulteriormente dalla condivisione delle notizie, e quindi dal rischio di facilitare la diffusione di notizie false e di campagne per interferire con le elezioni. Facebook in questo senso non ha solo avuto seri problemi nel 2016, ma anche in molte altre elezioni in giro per il mondo e sta affrontando con molte difficoltà quelle di metà mandato negli Stati Uniti di quest’anno (si vota tra una settimana). Notizie false ampiamente diffuse tramite Facebook e WhatsApp (altra controllata di Facebook) sono state anche al centro di omicidi e violenze in Myanmar e in altri paesi del Sud-est asiatico.

Zuckerberg ha fatto intuire che le applicazioni che continuano ad attirare più utenti, come Instagram, WhatsApp e Messenger, potrebbero essere usate per sostenere Facebook e cercare di riportare gli utenti sulla piattaforma principale. Del resto, oltre due miliardi di persone utilizzano almeno una volta al giorno una di queste applicazioni.

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