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  • lunedì 29 ottobre 2018

È stata una domenica di “classici” del calcio

A Barcellona, Amsterdam e Marsiglia si sono giocate tre fra le partite più attese del calcio europeo, concluse con tre vittorie molto nette

Il Camp Nou di Barcellona all'ingresso delle squadre per il classico del campionato spagnolo (David Ramos/Getty Images)

Per il calcio europeo la domenica appena passata è stata soprattutto la giornata di tre grandi “classici”, ovvero il modo con cui si chiamano le partite più attese dei campionati nazionali, quelle che riaccendono le più vecchie rivalità (in Italia è Juventus-Inter, che però chiamiamo “derby d’Italia”). Nel pomeriggio a Barcellona si è giocato quello spagnolo – “El Clasico” – tra Barcellona e Real Madrid; ad Amsterdam quello olandese tra Ajax e Feyenoord – “De Klassieker” – mentre la sera a Marsiglia si è disputato quello francese tra Paris Saint-Germain e Olympique, “Le Classique”. In tutte e tre le partite sono arrivate vittorie più che nette da parte delle squadre date come favorite.

🇳🇱 De Klassieker

Ajax-Feyenoord si è giocata nel primo pomeriggio alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam. L’Ajax arrivava da seconda in classifica, sapendo di dover rispondere alla vittoria del PSV Eindhoven, in testa al campionato con otto punti di vantaggio. Il Feyenoord aveva invece la possibilità di superare i rivali di Amsterdam in seconda posizione.

Ma i piani del Feyenoord sono stati completamente stravolti nei primi minuti della partita per via dell’espulsione del terzino Jeremiah St. Juste decisa al VAR per un’entrata ingenua e pericolosa sul ginocchio di un avversario. Come se non bastasse, al ventesimo minuto è arrivato anche un autogol causato da un goffo intervento del portiere Justin Bijlow, che si è lasciato sfuggire la palla sotto le gambe su un debole tiro da fuori area. Da lì non c’è stata più partita, con il Feyenoord in dieci, sotto di un gol e inevitabilmente demoralizzato. Prima della fine del primo tempo l’Ajax ha raddoppiato con l’esterno marocchino Hakim Ziyech, che forse il prossimo anno potremmo vedere in Italia. Il secondo tempo è stato una pura formalità per l’Ajax. L’ultimo gol dell’incontro è arrivato a dieci minuti dal termine, segnato di testa dal trequartista serbo Dusan Tadic.

Hakim Ziyech, Kasper Dolberg e Frenkie de Jong dopo il 2-0 al Feyenoord (STANLEY GONTHA/AFP/Getty Images)

🇪🇸 El Clasico

Il più atteso dei tre “classici” era naturalmente Barcellona-Real Madrid, la partita che negli ultimi dieci anni è stata fra le più viste e trasmesse al mondo, segnata dalla presenza nelle due squadre dei due più grandi campioni di questa epoca calcistica, Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Ma ieri non c’era nessuno dei due: Cristiano Ronaldo ha lasciato il calcio spagnolo in estate ed è venuto a giocare in Italia, Messi invece si è fratturato il radio una settimana fa e ha dovuto vederla dalla tribuna. È stato inoltre il primo “Clasico” dopo sedici anni senza Andres Iniesta, ex capitano del Barcellona, fra i migliori giocatori spagnoli di sempre, che è andato a concludere la carriera nel campionato giapponese.

Il Barcellona era favorito nonostante l’assenza di Messi, in quanto primo in classifica e in buona condizione, come confermato in settimana nella vittoria in Champions League contro l’Inter. Il Real Madrid si presentava invece nel mezzo di uno dei periodi più difficili della sua storia recente, con un solo punto ottenuto nelle ultime quattro partite di campionato disputate, anche contro avversari nettamente inferiori come il Deportivo Alaves e il Levante. Il primo tempo della partita del Camp Nou ha confermato le difficoltà della squadra, messa costantemente sotto pressione dal Barcellona, in vantaggio di due reti dopo appena mezzora di gioco grazie ai gol di Philippe Coutinho e di Luis Suarez su calcio di rigore.

Karim Benzema ritorna a centrocampo dopo il secondo gol del Barcellona (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Nel secondo tempo però il Real ha sorpreso il Barcellona entrando in campo determinato a pareggiare. Nei primi venti minuti ha tenuto il controllo della partita ed è riuscito a dimezzare lo svantaggio andando in gol con uno dei suoi giocatori più rappresentativi, il terzino brasiliano Marcelo. Pochi minuti dopo ha sfiorato il pareggio colpendo un palo con Luka Modric. Il Barcellona ha impiegato una ventina di minuti per riprendersi: prima colpendo a sua volta un palo e poi a un quarto d’ora dalla fine con il gol che ha rimesso sotto il Real Madrid, il secondo di Luis Suarez. Negli ultimi dieci minuti il Real è crollato e ha concesso altri due gol che hanno determinato il 5-1 finale. Dopo una sconfitta così pesante in molti attendono l’esonero dell’allenatore spagnolo Julen Lopetegui dopo soli quattro mesi di incarico. L’esonero potrebbe arrivare già questo pomeriggio: secondo le ultime indiscrezioni il presidente Florentino Perez dovrebbe affidare temporaneamente l’incarico all’ex giocatore del club Santiago Solari, in attesa di un accordo con Antonio Conte.

🇫🇷 Le Classique

La giornata si è chiusa al Velodrome di Marsiglia, dove il Paris Saint-Germain (con Buffon in panchina, sostituito dal francese Areola) ha vinto 2-0 contro un Olympique Marsiglia in difficoltà e già sconfitto in settimana dalla Lazio in Europa League. Entrambi i gol dei parigini sono arrivati nel secondo tempo: al 65mo con Kylian Mbappé e nei minuti finali con il tedesco Julain Draxler, su assist decisivo del brasiliano Neymar.

Neymar protetto dal personale di sicurezza del Velodrome dagli oggetti lanciati dai tifosi del Marsiglia (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)

La vittoria a Marsiglia è stata l’undicesima di fila in campionato per il PSG, primo in classifica a punteggio pieno e con otto punti di vantaggio sul Lille. Quest’anno, per le difficoltà del Monaco, il ridimensionamento del Lione e l’incostanza del Marsiglia, il PSG non ha nessuna vera rivale per il titolo. Ma la facilità con cui vince in campionato è forse una delle cause delle prestazioni poco convincenti fornite dalla squadra in Champions League, dove rischia di essere eliminata ai gironi dietro Liverpool e Napoli. Sarebbe un risultato estremamente negativo, dato che la Champions League è il torneo su cui il PSG punta di più.

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