(EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)

Moody’s ha declassato l’Italia

L'agenzia di rating ha cambiato la valutazione sui titoli di Stato da Baa2 a Baa3, citando la manovra finanziaria del governo

(EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)

L’agenzia di rating Moody’s ha declassato da Baa2 a Baa3 la valutazione assegnata ai titoli di Stato italiani, giudicando l’outlook – cioè la previsione sul loro andamento futuro – come stabile. L’agenzia ha motivato la decisione con l’innalzamento del deficit previsto dal governo nei prossimi anni, e sostenendo che le politiche fiscali ed economiche del governo non comprendano un «piano coerente di riforme» che favoriscano la crescita.

Secondo Moody’s, l’Italia ha ancora dei «punti di forza nel credito che bilanciano l’indebolimento delle prospettive fiscali». Nella sua valutazione, Moody’s parla della manovra finanziaria del governo sostenendo che le previsioni sulla crescita siano troppo ottimiste, e che l’innalzamento dei tassi di interesse «smorzerà probabilmente gli effetti positivi dell’ammorbidimento fiscale».

(Che cosa sono le agenzie di rating)

Ora l’Italia rientra, secondo Moody’s, nella categoria più bassa tra quelle degli investimenti consigliati. La categoria immediatamente inferiore, la Ba1, rientra già tra quelle dei titoli di stato definiti “spazzatura”, sui quali l’agenzia sconsiglia di investire. Le regole di molti fondi impongono di vendere i titoli quando finiscono al di sotto della categoria Baa3.

Il Sole 24 Ore scrive che la presidenza del Consiglio ha fatto sapere che il declassamento di Moody’s era “previsto”, e nelle scorse settimane l’ipotesi era stata avanzata da diversi economisti. Venerdì prossimo arriverà un’altra importante valutazione, quella dell’agenzia Standard & Poor’s, che secondo le previsioni manterrà stabile il rating ma cambierà l’outlook a negativo.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.