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  • mercoledì 10 ottobre 2018

Due calciatori della Russia rischiano il carcere

Aleksandr Kokorin e Pavel Mamaev sono stati ripresi mentre aggredivano due persone a Mosca, tra cui un funzionario ministeriale: le loro carriere potrebbero finire qui

Aleksandr Kokorin e Pavel Mamaev esultano per un gol segnato al Montenegro nelle qualificazioni a Euro 2016 (KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)

I calciatori della nazionale russa Aleksandr Kokorin e Pavel Mamaev, sotto contratto con Zenit San Pietroburgo e Krasnodar, due squadre maggiori della prima divisione russa, sono indagati a Mosca per aggressione. Secondo il giornalista di Russia Today Alexey Yaroshevsky, Kokorin e Mamaev dovranno presentarsi entro mercoledì alle autorità moscovite per le loro deposizioni, altrimenti verranno considerati come ricercati dalla giustizia federale russa.

Le aggressioni risalgono a lunedì mattina. Kokorin e Mamaev, dopo aver passato la notte precedente al Capital, uno strip club nel zona nord-orientale della città, sarebbero stati ripresi verbalmente da un autista in servizio perché tiravano calci e pugni a delle automobili in un parcheggio vicino. I due avrebbero risposto al rimprovero dell’autista aggredendolo, iniziando una rissa che è proseguita poi lungo il marciapiede di una strada trafficata.

Come si vede dal primo video diffuso in questi giorni, Mamaev (con il cappello bianco) e una terza persona non ancora identificata colpiscono ripetutamente l’autista al volto, dopo averlo fatto cadere a terra. Poi vengono raggiunti da Kokorin, vestito completamente di nero, assieme a una quarta persona. In seguito all’aggressione l’autista è stato ricoverato in ospedale con traumi facciali e cranici.

Le ricostruzioni non sono ancora del tutto chiare ma prima o dopo l’aggressione all’autista, Kokorin e Mamaev, accompagnati da altre persone, sono stati coinvolti in un’altra aggressione. Si trovavano in un bar nella zona dello strip club e l’aggressione è nata per gli stessi motivi dell’altra: sono stati richiamati per i loro comportamenti chiassosi e hanno risposto ai richiami aggredendo la persona da cui provenivano, un funzionario del ministero dell’Industria e del commercio russo. Nel video di sorveglianza del locale si vede Kokorin colpirlo in pieno con una sedia e poi un’altra persona avvicinarsi e colpirlo con uno schiaffo. Nella denuncia alla polizia di Mosca, il funzionario ha dichiarato che il calciatore dello Zenit gli ha rivolto insulti razzisti per via delle sue origini kazake.

La diffusione dei video ha creato un caso di rilevanza nazionale sui due giocatori, che già due anni fa finirono insieme nelle notizie di cronaca, quando immediatamente dopo l’eliminazione della Russia ai gironi degli Europei in Francia spesero duecentocinquantamila euro in champagne in un locale nel Principato di Monaco. Nelle ore successive alla diffusione dei video delle aggressioni, il Krasnodar – club per cui gioca Mamaev – ha comunicato di aver sospeso il giocatore dalla prima squadra e di aver dato incarico ai propri legali di studiare la risoluzione del contratto. Lo Zenit San Pietroburgo ha detto invece di voler attendere gli accertamenti delle autorità, ma intanto ha ritirato dal commercio le maglie di Kokorin e anche tutti i video del canale ufficiale di YouTube della squadra in cui compariva il giocatore.

La polizia di Mosca ha confermato che i due giocatori sono indagati per le aggressioni: resta da stabilire l’ordine esatto degli avvenimenti, se ce ne siano stati altri, e le entità dei traumi provocati. I dirigenti della Russian Premier League – la prima divisione del campionato di calcio russo – hanno detto che si aspettano le massime pene possibili nei loro confronti, così come alcuni parlamentari della Duma. Un membro influente del comitato esecutivo della federazione russa ha detto che li ritiene “morti come calciatori”. Secondo quanto riportato dai giornali, Kokorin e Mamaev riceveranno probabilmente due lunghe squalifiche dal calcio professionistico — che potrebbero anche sancire la fine alle loro carriere — e condanne per aggressioni superiori a un anno di reclusione, che però dovrebbero tramutarsi in due multe.

Kokorin oggi ha 27 anni e qualche anno fa era considerato la più grande promessa del calcio russo, come lo definì anche Fabio Capello nel suo periodo da allenatore della nazionale. Tuttavia non è mai riuscito a distinguersi, se non in qualche stagione positiva con lo Zenit, dove gioca come attaccante. Fa parte della nazionale – ora probabilmente non più – ma ha saltato i Mondiali in casa dopo essersi rotto i legamenti del ginocchio lo scorso marzo. Mamaev invece ha 30 anni ed è un centrocampista. Gioca con il Krasnodar dal 2013 e fa parte della nazionale russa da otto anni. I due sono cresciuti a Mosca e sono amici da tempo. Domenica pomeriggio avevano giocato contro in campionato: entrambi erano stati poi esclusi dalle convocazioni per le partite della nazionale in programma questa settimana.

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