Ricomincia “Skam Italia”

È una serie per adolescenti, che però ha molte cose per cui merita di essere almeno conosciuta anche dagli adulti

Stasera alle 22.37 ricomincia Skam Italia, una serie che parla di alcuni adolescenti di un liceo di Roma. Poi, il 12 ottobre, su TimVision si potrà vedere tutta la prima puntata. La serie è infatti composta da tanti piccoli video, mai più lunghi di un paio di minuti, messi online giorno dopo giorno. Dopo sette giorni, l’insieme di quei video forma l’intero episodio. È una delle tante particolarità di questa serie la cui prima stagione era uscita a marzo, prodotta da TIMVision con Cross Production, ed era piaciuta molto a molti adolescenti.

Se siete nati più di vent’anni fa, potreste ritenervi fuori target. Non è necessariamente così: Skam Italia è una serie che ha introdotto in Italia diverse novità, che vale la pena conoscere anche se al liceo ci si andava negli anni Novanta. Si potrebbe volerla guardare anche solo per capire cosa piace a molti giovani nel 2018. La prima stagione era composta da 11 episodi mai più lunghi di mezz’ora: se uscite presto dal lavoro, c’è tutto il tempo di rimettersi in pari prima delle 22.37. Per vederle non serve essere iscritti a TIMVision, perché sono su un’apposita pagina esterna al sito.

Skam in Norvegia
Skam è il remake italiano di una omonima serie norvegese: è andata in onda per quattro stagioni, dal 2015 al 2017, e in norvegese “skam” vuol dire “vergogna”. La serie norvegese era ambientata nel liceo Hartvig Nissen, in uno dei quartieri più ricchi di Oslo. Funzionava come quella italiana: pezzi di episodi messi online ogni giorno, che messi insieme facevano un’intera serie. Parlava anche di temi come l’omosessualità, il cyberbullismo e i problemi di rapporti tra persone di diverse religioni. La serie era prodotta dalla tv statale NRK, ma si poteva vedere solo online. Nel 2015, prima del primo episodio, non fu organizzato nessun lancio, nessuna presentazione, nessuna intervista ai protagonisti. Si voleva che gli adolescenti scoprissero la serie da soli, parlandone tra di loro e sentendo di avere qualcosa di “segreto” da guardare. Oltre che in Italia sono stati fatti remake in Francia, Germania, Stati Uniti e Paesi Bassi. Se non siete più adolescenti da un po’ e state pensando a Skins, non siete i primi: ci sono cose per cui Skam la ricorda, ma è in genere meno drammatica e i suoi protagonisti meno ribelli, diciamo.

Skam Italia
La versione italiana è stata ideata da Ludovico Bessegato, che ne è anche regista e sceneggiatore. Ha raccontato di aver passato diverse ore con degli adolescenti, per far sì che il racconto della serie fosse autentico e non fosse pieno di adolescenti visti dal punto di vista di persone nate negli anni Ottanta, o prima. Così come quella norvegese, anche la serie italiana prevede una narrazione che quelli bravi definiscono “crossmediale”. Vuol dire che oltre a trovare online i pezzi che andranno a comporre l’episodio, chi segue la serie può seguire i profili Instagram di alcuni dei protagonisti, per avere qualche informazione in più su storia e personaggi.

Ludovica Martino è l’attrice che interpreta Eva Brighi, protagonista della prima stagione. Su Instagram c’è il normale profilo di Ludovica Martino, ma anche quello di Eva Brighi, creato diversi mesi prima della messa online del primo video della prima stagione. Molti ci rimasero piuttosto male quando, rompendo la finzione del racconto, sul profili di Eva Brighi fu pubblicata per sbaglio la sua foto con dietro di lei un fonico della serie.

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I pezzi che compongono gli episodi hanno altre due caratteristiche: sono pubblicati nell’ora dell’evento a cui si riferiscono (come se fossero dal vivo: un evento che accade alle 22.37 viene messo online alle 22.37) e scadono a mezzanotte: se non li si è visti bisogna aspettare di vederli nell’episodio. È anche possibile iscriversi a una chat WhatsApp per essere sicuri di non perdersi niente.

La prima stagione di Skam Italia era girata mettendo insieme riprese normali a riprese fatte con cellulari, come se fossero i ragazzi stessi a girare e mandarsi cose. Bessegato ha spiegato a Rolling Stone Italia: «Normalmente una serie ha una grammatica di racconto formata da tante piccole scene di raccordo e da qualche scena madre. In Skam invece sono tutte scene madri, perché ogni scena deve portare avanti il racconto ed essere in qualche modo indimenticabile, come se fosse sempre l’ultima scena di un episodio. È stimolante, perché se fai scene che non prendono, rischi di perdere consenso e attenzione». Nella prima stagione c’erano anche molti primi piani e molte scene evidentemente pensate anche per chi avrebbe visto la serie da uno smartphone. Nella colonna sonora c’erano canzoni di Lorde, dei Cani, di Ghali, dei Leamandorle e della Dark Polo Gang; ma anche di Renato Zero e Gino Paoli.

La prima stagione
I primi 11 episodi di Skam Italia si sono concentrati soprattutto su Eva, una ragazza che ha litigato con la sua migliore amica e si frequenta con Gio, un compagno di classe che però non sembra particolarmente interessato a lei. Intanto Eva si fa anche delle nuove amiche.

La serie inizia con questo monologo di Eva:

Ore. Centinaia, migliaia di ore. A non fare niente, a cercare di piacere agli altri, a comprare vestiti che costano meno dello schifo che mangiamo. E soprattutto: ore su ore a studiare. Cose inutili, cose utili. Qual è la differenza? Cose che in ogni caso non ci ricorderemo mai. E così ci ritroveremo fra dieci anni senza saper fare nulla. Perché anziché fare qualcosa e pensare con la nostra testa abbiamo passato i pomeriggi a bruciarci i peli, a imparare una lingua parlata tremila anni fa da un’élite di pedofili spazzati via dalla storia. Greco e latino insegnano a pensare, ti dicono.

Insegnano così tanto a pensare che nessuno in Italia ha pensato che nei paesi davvero innovativi il latino e il greco non si studiano. E così mentre il prossimo Zuckerberg cambierà il mondo a vent’anni senza nemmeno aver finito l’università, noi continuiamo a studiare e a spendere i soldi dei nostri genitori facendo cose senza senso. Cerchiamo di rimanere sempre in giro, ci agitiamo. Sudiamo. Perché finché ci muoviamo abbiamo l’illusione di non stare fermi. Ma in realtà non stiamo andando avanti, stiamo andando indietro. Siamo convinti di saltare verso il cielo e non c’accorgiamo che in mezzo c’è il soffitto.

Ludovico Tersigni, l’attore che interpreta Gio, aveva invece spiegato così l’adolescenza, parlando a Rolling Stone Italia: «A 16 anni se ti arrabbi, resti arrabbiato tutto il giorno. Perché non hai niente da fare: non devi andare al lavoro e fingere di stare bene con i colleghi, mentre in realtà ti rode il culo».

La seconda stagione
Parlerà soprattutto, ma ovviamente non solo, di Martino, uno dei migliori amici di Eva, interpretato da Federico Cesari. Nella prima stagione ci si chiedeva se fosse gay.