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  • lunedì 1 ottobre 2018

Il CERN si è dissociato dal contenuto di una presentazione sessista

Venerdì un suo ricercatore italiano aveva sostenuto che sono gli uomini – e non le donne – a essere discriminati nel mondo accademico

Una vignetta contenuta nelle slide di Strumia, usata per dimostrare che le disuguaglianze di genere nel mondo accademico siano un prodotto e non una causa delle proteste contro le discriminazioni di genere

Il CERN di Ginevra, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, uno dei più importanti centri di ricerca di fisica al mondo, si è dissociato da una presentazione di un suo ricercatore in cui si negava che ci sia un problema di discriminazione delle donne nel mondo della ricerca scientifica e si sosteneva che ci sia invece un problema opposto: una discriminazione nei confronti degli uomini per motivi ideologici. Il tema delle pari opportunità nelle carriere è uno dei più grandi che la comunità scientifica sta affrontando negli ultimi anni. I dati indicano che il numero di donne che scelgono di studiare materie scientifiche è notevolmente più basso di quello degli uomini.

La presentazione in questione è avvenuta venerdì 28 settembre da parte di un professore e ricercatore italiano, Alessandro Strumia, durante l’ultimo giorno di una conferenza che si occupava sia di fisica che di problemi di pari opportunità. Strumia – che ha 48 anni ed è professore di Fisica all’università di Pisa e ricercatore al CERN – non era inizialmente tra i relatori della conferenza, ma su sua richiesta gli era stata data la possibilità di presentare i risultati di una sua ricerca bibliometrica sul numero di pubblicazioni scientifiche di ricercatori donne e uomini, e la loro importanza.

I risultati della ricerca erano raccolti in una serie di slide ricche di dati e grafici (sono state rimosse dal sito del CERN, ma sono ancora disponibili qui). Secondo Strumia, i suoi risultati dimostrano che non ci sia nessun problema di discriminazione nei confronti delle donne nel mondo della ricerca scientifica, e mostrano invece che esista una sorta di ideologia dominante che caratterizza le donne come vittime e che ha esiti perversi: per esempio quello per cui più donne vengono assunte a scapito di uomini anche quando gli uomini sono più bravi. Uno dei casi di studio presentati da Strumia per dimostrare la sua tesi riguardava lui stesso: Strumia ha sostenuto di non aver avuto un incarico all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano nonostante sia più qualificato di scienziate donne che sono state invece assunte.

Secondo alcune delle partecipanti alla conferenza, per la maggior parte scienziate e ricercatrici nel campo della fisica all’inizio della loro carriera, la presentazione di Strumia è però andata molto oltre il contenuto delle sue slide ed è stata ancora più sessista e offensiva. Strumia ha presentato teorie secondo cui gli uomini sono ricercatori di fisica più bravi delle donne perché agli uomini piace lavorare con le cose mentre le donne preferiscono le persone. Gli studi su cui ha basato queste affermazioni non sono riconosciuti dall’intera comunità scientifica: finora non sono mai state rilevate con certezza differenze tra i cervelli di uomini e donne a cui imputare maggiori o minori propensioni di genere per certe attività. Ha anche cercato di dimostrare che nel mondo accademico – ma più in generale nel mondo – gli uomini non siano più liberi di dire la verità sul sessismo a causa di un diffuso pregiudizio a favore delle donne. Tra le altre cose, Strumia ha citato James Damore, l’ex ingegnere di Google licenziato dopo aver diffuso un documento in cui sosteneva che le donne siano biologicamente meno portate degli uomini ai lavori di tecnologia.

Domenica il CERN ha diffuso un comunicato in cui, senza fare il nome di Strumia, ha definito “offensivo” il contenuto della sua presentazione di venerdì e ha confermato di aver rimosso le sue slide dagli archivi online del CERN perché violavano il codice di condotta dell’organizzazione. Il CERN ha anche detto di non essere stato a conoscenza del contenuto della presentazione di Strumia in anticipo e ha ribadito la sua natura inclusiva ed egualitaria.

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