(Vincenzo Tersigni/ANSA)

Il messaggio di Rocco Casalino contro il ministero dell’Economia

È trapelato stamattina e si sente il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, dare dei "pezzi di merda" ai dirigenti del ministero

(Vincenzo Tersigni/ANSA)

L’argomento del giorno nel mondo della politica italiana è un messaggio audio privato inviato da Rocco Casalino, responsabile della comunicazione e portavoce della presidenza del Consiglio, a due giornalisti dello HuffPost, e poi pubblicato da Repubblica. Nel messaggio Casalino fa accuse molto pesanti nei confronti dei dirigenti del ministero dell’Economia, accusandoli sostanzialmente di volere ostacolare i piani del Movimento 5 Stelle e definendoli dei «pezzi di merda». Non sappiamo esattamente quando sia stato mandato il messaggio e con quale mezzo (qualcuno ha scritto di WhatsApp, ma non ci sono conferme).

Il tono e i contenuti del messaggio di Casalino sono stati molto criticati dall’opposizione, e a prescindere dalle conseguenze che avranno sono come minimo una fonte di imbarazzo per il governo di Giuseppe Conte. Paolo Gentiloni, che fino a pochi mesi fa era il presidente del Consiglio, ha scritto su Twitter che Casalino «non è più compatibile con la sua funzione», chiedendone di fatto le dimissioni.

Il messaggio di Casalino si inserisce nella discussione che va avanti da giorni sulla prossima legge di bilancio. La Lega e il Movimento 5 Stelle stanno cercando di mettersi d’accordo col ministro dell’Economia Giovanni Tria e i tecnici del ministero su come finanziare le riforme promesse durante la campagna elettorale, come il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni.

Messi sotto pressione dalla crescente popolarità della Lega, i dirigenti del Movimento vogliono usare la legge di bilancio per riequilibrare la situazione con i loro alleati, indirizzando la quantità di risorse più alta possibile verso le riforme che ritengono più urgenti come il reddito di cittadinanza. Ma se le loro richieste sono onerose, i soldi a disposizione del governo sono pochi, e Tria ha fatto notare più volte di voler tenere basso il deficit (cioè la cifra che il governo spende più di quanto guadagna). Per questa ragione, da più di una settimana gli esponenti del Movimento 5 Stelle lo attaccano quasi quotidianamente, e alcuni sono addirittura arrivati a chiederne le dimissioni. Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, per esempio, aveva attaccato il ministro con una frase che era stata molto discussa dai giornali: «Pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani», aveva detto Di Maio, per poi ripetere: «Un ministro serio i soldi li deve trovare».

Nel messaggio, Casalino spiega di aver scoperto che in realtà Tria avrebbe un’autorità limitata perché «ci sono una serie di persone che stanno lì da anni, da decenni, e che hanno in mano tutto il meccanismo e proteggono il solito sistema». Casalino aggiunge: «se per caso, ma noi pensiamo che tutto andrà liscio, ma se per caso dovesse venir fuori che all’ultimo ci dicono “i soldi non li abbiamo trovati [per il reddito di cittadinanza]”, dopodiché nel 2019 ci dedicheremo soltanto, ci concentreremo a fare fuori questi pezzi di merda dal ministero dell’Economia».

Non è chiaro se il messaggio sia stato pubblicato col consenso di Casalino, che in queste ore non ha commentato la sua diffusione. Con una nota sul suo blog, il Movimento 5 Stelle ha confermato l’autenticità del messaggio – identificando anche i giornalisti a cui Casalino ha mandato il messaggio audio – e spiegato che contiene solamente «la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse». Nel pomeriggio, Casalino ha specificato che le sue parole «sono da considerare alla stregua di una libera esternazione espressa in termini certamente coloriti, ma che pure si spiegano in ragione della natura riservata della conversazione». Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non ha commentato il messaggio, limitandosi a ribadire «la piena fiducia del mio portavoce».

Casalino collabora da molti anni col Movimento 5 Stelle, di cui è stato anche responsabile della Comunicazione al Senato, ed è noto da molto tempo ai cronisti politici per i suoi metodi poco ortodossi: per esempio è considerato l’inventore di una pratica soprannominata “codice Rocco”, che prevede di “concedere” i politici del M5S a interviste televisive e radiofoniche solo in assenza di altri politici in studio.

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