L'ambasciata degli Stati Uniti all'Avana, il 3 ottobre 2017 (YAMIL LAGE/AFP/Getty Images)
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  • domenica 2 Settembre 2018

Furono microonde a causare il malessere dei diplomatici statunitensi a Cuba?

È l'ipotesi attualmente ritenuta più probabile dai medici che hanno analizzato 21 delle persone colpite dal misterioso disturbo

L'ambasciata degli Stati Uniti all'Avana, il 3 ottobre 2017 (YAMIL LAGE/AFP/Getty Images)

C’è un’ipotesi sul misterioso malessere provato da più di trenta diplomatici americani e loro familiari a Cuba e in Cina tra la fine del 2016 e lo scorso giugno: non sarebbero stati attacchi sonori a far stare male i diplomatici, ma microonde, le radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d’onda minore di quella delle onde radio e maggiore di quella degli infrarossi. La ragione per cui le persone colpite dal malessere avrebbero riferito di aver sentito degli strani suoni – forti stridii – prima di stare male sarebbe, secondo questa teoria proposta da uno studio del Center for Brain Injury and Repair dell’Università della Pennsylvania, il cosiddetto “effetto Frey”. Le microonde, colpendo il cervello nella zona dei lobi temporali, cioè un po’ sopra rispetto alle orecchie e sotto le tempie, possono creare false sensazioni uditive, non si sa bene perché. Da anni le agenzie di intelligence di vari paesi conoscono questo effetto ed è possibile che siano state sviluppate delle armi per sfruttarlo.

La storia del malessere dei diplomatici, dall’inizio e in breve
Nell’estate del 2017 il Dipartimento di Stato americano annunciò l’espulsione di due diplomatici cubani in risposta ad alcuni “incidenti” presso l’ambasciata statunitense all’Avana, avvenuti alla fine del 2016. Gli “incidenti” avevano provocato dei sintomi al personale diplomatico statunitense, costringendolo a tornare in patria. Le persone coinvolte avevano segnalato di avere sviluppato un forte senso di nausea, mal di testa e vertigini dopo avere sentito strani rumori e vibrazioni nelle loro abitazioni e stanze d’albergo. I suoni riferiti dai diplomatici erano acuti e ripetitivi, simili a quelli prodotti da insetti come i grilli.

Temendo un attacco con una misteriosa arma sonora, l’FBI aveva avviato alcune indagini ma senza concludere molto. Si era tornati a parlare della faccenda a giugno, dopo che alcuni dipendenti delle sedi diplomatiche statunitensi in Cina furono rimpatriati per avere sintomi simili, ma tuttora non ci sono certezze su ciò che ha causato il malessere.

A marzo, sulla rivista scientifica Journal of the American Medical Association, fu pubblicato uno studio dell’Università della Pennsylvania realizzato analizzando 21 delle persone colpite da malessere. Non stabiliva con certezza cosa fosse successo, ma osservava che molti dei sintomi dei pazienti si verificano di solito dopo un trauma alla testa e ipotizzava che la loro causa potesse essere una nuova patologia ancora sconosciuta, sviluppata condividendo le stesse condizioni ambientali all’Avana, oppure una fonte di ultrasuoni o microonde. Secondo quattro lettere di altri medici inviati negli scorsi mesi al Journal of the American Medical Association non si doveva escludere con troppa certezza la possibilità di un’autosuggestione dei pazienti.

L’ipotesi microonde
Douglas Smith, direttore del centro specializzato in traumi cerebrali dell’Università della Pennsylvania e primo autore dello studio pubblicato a marzo, ha spiegato al New York Times che ora c’è molto meno scetticismo sull’ipotesi secondo cui sarebbero state microonde a causare il malessere dei diplomatici, e sul fatto che abbiano subito dei reali danni cerebrali. Il Dipartimento di Stato ha detto che l’indagine in merito non ha ancora identificato la causa del malessere e l’FBI non ha voluto dare informazioni al quotidiano sullo stato delle indagini.

L’ipotesi sulle microonde si basa su un effetto scoperto dal biologo americano Allan Frey. Negli anni Sessanta Frey lavorava per un centro della General Electric alla Cornell University. Un uomo che lavorava in uno stabilimento dell’azienda andò da lui per confidargli che udiva un rumore secondo lui provocato da segnali radar (le onde dei sistemi radar sono onde radio o microonde). Frey visitò lo stabilimento e scoprì che anche lui sentiva lo stesso suono, accertando che la fonte erano le microonde. Si mise perciò a indagare sull’effetto e nel 1961 pubblicò un articolo su questi falsi suoni, che non vengono sentiti dalle orecchie e per questo sono percepiti anche da persone sorde. Nel 1962 pubblicò un secondo articolo che localizzava il fenomeno uditivo nel lobo temporale della corteccia cerebrale, dopo il quale altri scienziati si misero a studiare la cosa.

A sostegno dell’ipotesi secondo cui i diplomatici statunitensi a Cuba e in Cina sarebbero stati attaccati con le microonde ci sono le testimonianze di alcuni di loro, secondo cui quando sentirono i suoni misteriosi si coprirono le orecchie e la testa ma nonostante questo non percepirono un’attenuazione dei suoni.

Chi ha pensato di usare le microonde come armi
Tra chi che si interessò all’effetto Frey ci fu l’Unione Sovietica, che poco dopo la pubblicazione degli articoli di Frey lo invitò a tenere una lezione in merito e a visitare una base militare. Un documento dei servizi segreti americani risalente al 1976 dimostra che l’intelligence degli Stati Uniti sapeva che nell’Unione Sovietica le microonde venivano studiate in merito alla produzione di «percezioni sonore interne» e temeva che lo stato delle ricerche sull’argomento fosse promettente per creare dispositivi che influenzassero «il comportamento di militari e diplomatici».

Anche negli Stati Uniti negli anni sono state condotte ricerche militari sull’uso delle microonde. In particolare la marina aveva finanziato degli studi su un sistema per paralizzare temporaneamente con le microonde le persone, con scarse probabilità di traumi permanenti o morte. Non si sa se armi del genere siano mai state usate dalle forze militari americane, ma si sa che il Pentagono ha costruito un’arma simile, l’Active Denial System, che inviando radiazioni invisibili genera delle sensazioni spiacevoli nei soggetti colpiti. C’è un video che mostra il funzionamento di quest’arma: la fonte delle radiazioni, montata su un veicolo militare, assomiglia a un’antenna satellitare.

Il New York Times spiega che sia la Russia che la Cina, come molti paesi europei, dovrebbero avere le conoscenze necessarie per costruire armi a microonde capaci di indebolire una persona, farle sentire dei falsi suoni o anche ucciderla. Secondo gli esperti si potrebbero anche far percepire delle parole ai soggetti. Solo le agenzie di intelligence però possono sapere quali paesi abbiano o abbiano usato armi simili.