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  • martedì 28 agosto 2018

La “caccia agli immigrati” in Germania

Nel corso di una violenta manifestazione dell'estrema destra a Chemnitz, un migliaio di persone ha attaccato alcuni cittadini stranieri e si è scontrato con i manifestanti antifascisti

(Jan Woitas/picture-alliance/dpa/AP Images)

Negli ultimi due giorni un migliaio di manifestanti dell’estrema destra tedesca ha manifestato in maniera violenta nella città di Chemnitz, nella parte orientale della Germania. I manifestanti hanno cercato persone che ritenevano straniere, ferendone in maniera non grave almeno due, e si sono scontrati con i gruppi antifascisti. La protesta è iniziata dopo l’uccisione di un cittadino tedesco nella quale sembra che siano coinvolti un cittadino siriano e uno iracheno.

Le proteste e gli scontri hanno spinto la cancelliera Angela Merkel a fare alcune dichiarazioni molto dure. «Riunirsi con lo scopo di organizzare manifestazioni violente, dare la caccia a persone che sembrano provenire da altri paesi e diffondere l’odio per le strade sono atteggiamenti che non hanno posto nel nostro paese», ha detto Steffen Seibert, portavoce della cancelliera: «Non abbiamo intenzione di tollerarlo. Il governo tedesco condanna questi atteggiamenti nella maniera più ferma possibile».

L’agenzia di stampa AFP ha assistito a diversi attacchi compiuti dai manifestanti di estrema destra nei confronti di persone che sembravano straniere. La polizia locale ha detto che almeno due persone, un ragazzo siriano e uno afgano, sono stati feriti nel corso di due episodi separati, ma nessuno dei due è in gravi condizioni. I media riportano anche del coinvolgimento di alcuni cittadini bulgari. Centinaia di agenti di polizia sono stati schierati in città per evitare ulteriori violenze. Gli agenti hanno dovuto utilizzare idranti per disperdere la folla ed evitare che i manifestanti di estrema destra entrassero in contatto con i circa mille antifascisti che contestavano la loro manifestazioni. Tra i due schieramenti ci sono stati lanci di fuochi di artificio e altri oggetti.

I manifestanti di estrema destra hanno cantato slogan anti-migranti, contro i “criminali-stranieri” e contro la “luegenpresse” (la “stampa bugiarda”, uno slogan di epoca nazista). Oltre ai cartelloni con slogan come “difendiamo l’Europa”, hanno mostrato bandiere di AfD, il principale partito della destra radicale tedesca e terzo partito in Germania per numero di parlamentari, e del NPD, un partito di ispirazione neonazista. Alcuni manifestanti hanno fatto il saluto nazista, tendendo in avanti il braccio destro, un gesto proibito dalla legge tedesca. Quasi tutti i manifestanti di estrema destra, riportando i giornali, erano maschi.

Le proteste sono iniziate domenica, dopo che sui social network si è diffusa la notizia della morte di un cittadino tedesco, accoltellato dopo una rissa avvenuta nel corso di un festival locale. L’uomo, 35 anni, sarebbe stato aggredito da un cittadino siriano e da uno iracheno, entrambi arrestati e accusati di omicidio. Nel giro di poche ore un migliaio di persone si è radunato nel centro della città per manifestare contro gli stranieri. Poco dopo si sono verificati diversi attacchi nei confronti di persone che sembravano avere origini non tedesche. Non appena si è diffusa la notizia degli attacchi, un altro migliaio di persone, in gran parte appartenenti all’estrema sinistra, si è riunito per una contro-manifestazione.

Il clima politico in Germania si è surriscaldato a partire dal 2015, quando la cancelliera Angela Merkel decise di accogliere nel paese circa un milione di migranti. L’estrema destra ha risposto alla decisione adottando una retorica sempre più apertamente anti-immigrati e anti-islamica (molti dei migranti accolti provengono dal Medioriente e sono di religione musulmana). Il partito che ha ottenuto i risultati migliori con questa strategia è stato AfD, che alle elezioni del 2017 ha quasi triplicato i suoi voti passando dal 4,7 percento al 12,6 per cento. AfD ha ottenuto i migliori risultati proprio nella Germania orientale, dove si trova Chemnitz: è l’area economicamente più debole del paese e dove è concentrata la più alta percentuale di disoccupati e persone che ricevono aiuti dallo Stato.

La crescita dell’estrema destra e del sentimento anti-migranti ha causato problemi anche alla cancelliera Merkel, che negli ultimi mesi è stata spesso costretta a scontrarsi con i suoi alleati che chiedono una politica più dura. Fino a oggi Merkel è sempre riuscita a respingere gli attacchi e uscire vincitrice dagli scontri interni alla sua coalizione. Nonostante questi successi, secondo molti osservatori, il suo partito, la centrista CDU, sembra destinato in futuro a spostarsi più a destra sui temi dell’immigrazione.

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