Storie di Vincino

Adriano Sofri racconta sul Foglio belle cose del disegnatore morto martedì, vissute e ascoltate da lui, alla radio

La rubrica quotidiana di Adriano Sofri sul Foglio – “Piccola Posta” – è dedicata giovedì a un “reportage” su due presentazioni dell’ultimo libro di Vincino – il disegnatore satirico morto martedì a 72 anni – ascoltate a Radio Radicale e piene di cose per conoscerlo di più.

Voglio fare un reportage, o più modestamente una cronaca, dalla notte fra martedì e mercoledì, da una casa lontana, un condominio di un posto tranquillo, in cui non si può nel cuore della notte tenere la radio accesa a un volume sufficiente. La radio radicale. Trasmetteva la registrazione di due presentazioni del libro ultimo di Vincino, “Mi chiamavano Togliatti”, perché Vincino era morto. Il volume basso e la trasmissione disturbata (un posto lontano, di montagna) facevano sembrare la voce di Vincino quasi un rantolo, e stavo per cedere a un’intera notte di rimpianto e di tristezza finché mi è successo – non so perché, forse le belle risate che si sentivano arrivare dal fondo del pubblico – di ascoltare come se fossi stato là, il 22 luglio a Latina, il 16 luglio a Roma, quando Vincino era vivo e i suoi interlocutori vivi e gli uni e l’altro sapevano qualcosa che non facevano mostra di sapere ed erano spiritosi e brillanti e il pubblico non doveva mostrare di non sapere e si divertiva e rideva.

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