Beppe Grillo contro l’omeopatia

Ha scritto una lettera aperta ai farmacisti difendendo la scienza e chiedendo di non «confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici»

Beppe Grillo (FRANCESCO PISCHETOLA/AFP/Getty Images)

Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post molto critico contro l’omeopatia. Il post è firmato da «Beppe Grillo e dal suo neurologo» ed è presentato sotto forma di lettera aperta indirizzata «all’ordine dei farmacisti italiani»: sostiene che le farmacie non dovrebbero confondere i cittadini vendendo prodotti omeopatici, perché «i fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico».

La lettera di Grillo inizia con una riflessione sulla parola “scientifico” e sulla pericolosa diffusione «di trattamenti e metodologie diagnostiche al limite dell’assurdo». Per questa ragione Grillo scrive: «mi appello al Vostro Ordine e a tutti i professionisti che rappresentate: evitiamo che le farmacie continuino a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici».

Grillo aggiunge una riflessione sui danni che può causare l’omeopatia, se confusa con opzioni terapeutiche con riscontro scientifico:

«Così, senza permettermi un giudizio definitivo, l’omeopatia è stata più volte messa in discussione, sino a ripetuti quanto implacabili verdetti di inefficacia e inopportunità. Questo sia per quanto concerne la validità come opzione terapeutica che per la possibilità di un ritardo nell’approccio adeguato. Ritardo che potrebbe essere causato proprio dall’abuso di prodotti così a rischio di inefficacia e che, pur essendo in vendita in molte farmacie, farmaci non possono essere definiti.Non dimentichiamo che, proprio il loro commercio nelle farmacie potrebbe, per contiguità e similarità, contribuire a confondere il cittadino. L’utente potrebbe infatti pensare: “se quel prodotto è in vendita in una farmacia significa che sarà efficace!”»

Il post di Grillo ha stupito diverse persone, visto il rapporto piuttosto controverso tra alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle – tra cui lui stesso – e la scienza, per esempio sui vaccini e sugli OGM. L’omeopatia è considerata dalla comunità scientifica inefficace per il trattamento di qualsiasi patologia e può mettere a rischio la salute di chi la utilizza, dato che può ritardare il ricorso a trattamenti di dimostrata efficacia.

Le teorie legate ai principi omeopatici si basano sull’idea che la salute di ogni persona sia dovuta a una sorta di “energia vitale immateriale” che provvede ad armonizzare le varie parti dell’organismo umano. Secondo i principi dell’omeopatia, per curare una malattia bisogna utilizzare una medicina che produca nell’organismo una sorta di malanno artificiale simile a quello di cui già soffre il paziente. Per questo motivo al paziente si somministra un medicamento estremamente diluito: il “principio attivo” viene diluito decine di volte in una sostanza neutra, spesso zucchero, per quanto riguarda i preparati solidi. Sulle confezioni è indicato il grado di diluizione con un numero e una lettera. Se per esempio c’è scritto 15C significa che una parte di “principio attivo” è stata diluita per 15 volte in 99 parti diluenti, per un totale di 10015volte. La diluizione nei prodotti omeopatici è tale da rendere impossibile che la sostanza possa avere un minimo effetto su chi assume questo tipo di prodotti.

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