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  • venerdì 27 luglio 2018

Chi è Marcello Foa

Il nuovo presidente della Rai viene dal Corriere del Ticino, è un gran sostenitore di Salvini molto attivo su Twitter e in passato si è fatto conoscere per qualche bufala

Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha annunciato che il nuovo presidente della Rai sarà il giornalista Marcello Foa, che sostituirà Monica Maggioni, in carica dal 2015. Anche se l’ha annunciata Di Maio, però, la nomina del presidente della Rai è prerogativa del ministero dell’Economia: Foa presiederà il Consiglio di amministrazione della Rai dopo aver ottenuto le preferenze di due terzi dei membri della Commissione parlamentare di vigilanza. Al Consiglio di amministrazione spetterà poi il compito di nominare il nuovo direttore generale della Rai, ruolo attualmente ricoperto da Mario Orfeo. Di Maio ha annunciato che sarà Fabrizio Salini, direttore di La7 tra il 2015 e il 2017.

Foa ha 54 anni ed è di Milano, dove si laureò in Scienze politiche. Negli anni Ottanta iniziò a lavorare come giornalista alla Gazzetta Ticinese e poi al Giornale del Popolo, passando infine al Giornale diretto da Indro Montanelli nel 1989. Si occupò di politica estera per molti anni, rimanendo al Giornale anche dopo che Montanelli se ne andò, e diventando direttore del sito nel 2010. L’anno dopo andò a dirigere il Corriere del Ticino, ricoprendo anche l’incarico di amministratore delegato del gruppo editoriale. Foa tiene corsi di giornalismo in diverse università e fa parte di alcune organizzazioni che si occupano di «promuovere la qualità nel giornalismo».

Foa continua a scrivere su un blog sul Giornale ed è molto attivo su Twitter, dove esprime spesso posizioni antieuropeiste e di sostegno alla Lega e al Movimento 5 Stelle. Secondo un recente articolo dell‘Espresso, Foa ha partecipato lo scorso marzo a un incontro riservato tra Matteo Salvini e Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump che recentemente si sta muovendo per fondare un movimento europeo di destra, incontrandolo poi anche in un pranzo in Svizzera. Foa, pur confermando gli incontri, aveva definito l’articolo «inqualificabile e chiaramente diffamatorio», annunciando una querela.

Foa in passato ha diffuso notizie che si sono rivelate essere false. L’anno scorso aveva scritto sul Corriere del Ticino e sul suo blog che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump stava richiamando 150mila riservisti dell’esercito, «per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? O l’obiettivo è la Corea del Nord?». La notizia non era stata confermata in nessun modo, né riportata da alcuna fonte autorevole negli Stati Uniti o altrove e non ha mai trovato riscontri: il sito di debunking Butac aveva scoperto che era stata diffusa da un autore complottista americano di estrema destra. Foa si era difeso dicendo che «fa parte dell’Abc del giornalismo non divulgare le proprie fonti. Mi occupo di questi temi da 30 anni come caporedattore estero di Montanelli, inviato speciale in molti Paesi, tra cui gli Usa».

Nel dicembre del 2016 Foa aveva pubblicato un post sul suo blog intitolato «Attenzione: stanno tentando di rovesciare Trump!», nel quale parlava di un presunto tentativo di colpo di stato in atto citando Paul Craig Roberts, definito «uno dei migliori commentatori americani». Roberts è un economista sostenitore delle teorie sul complotto sull’11 settembre e sulla strage di Charlie Hebdo. La teoria di Foa era che i grandi elettori americani stessero subendo pressioni per non votare Trump ribaltando il risultato elettorale, una possibilità che nessuno aveva mai preso in considerazione e che era stata nettamente smentita da tutti i commentatori politici americani.

In un post su Facebook, Foa ha scritto di essere «orgoglioso ed emozionato per la nomina» a presidente della Rai, dicendo di volersi impegnare «per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani». «Sin dai tempi del mio maestro Indro Montanelli», ha scritto Foa, «mi sono impegnato per un giornalismo intellettualmente onesto e indipendente e da oggi rinnovo questo impegno morale nei confronti dei giornalisti e di tutti i collaboratori della Rai».

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