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  • giovedì 19 luglio 2018

Il governo spagnolo vuole modificare la legge sullo stupro

Per punire qualsiasi atto sessuale a cui non sia stato dato un consenso esplicito: «Se lei dice di no, significa no. E se lei non dice di sì, vuol dire no»

Il governo spagnolo ha deciso di modificare le sue leggi sullo stupro, punendo qualsiasi atto sessuale a cui non sia stato dato un consenso esplicito. La proposta è arrivata dopo le grandissime proteste seguite a una recente sentenza del tribunale di Pamplona, contro cinque uomini accusati di avere stuprato in gruppo una donna di 18 anni nel 2016 durante la festa di San Firmino.

Gli uomini facevano parte di un gruppo WhatsApp chiamato “La Manada”, cioè “il branco”, ed erano stati condannati a nove anni di carcere per abuso sessuale ma non per stupro, perché la donna non si era opposta alla violenza – ripresa dai video di sorveglianza – ma aveva mantenuto un atteggiamento passivo: era stata giudicata dai procuratori una normale reazione di shock, ma la difesa aveva parlato di atteggiamento consenziente. I giudici avevano accolto quest’ultima versione (dopodiché, a fine giugno, quella stessa corte aveva concesso di liberare i cinque uomini su cauzione di seimila euro a testa in attesa della sentenza d’appello).

Qualche giorno fa, davanti al Parlamento, il capo del governo spagnolo, il socialista Pedro Sánchez, ha spiegato: «Se lei dice di no, significa no. E se lei non dice di sì, vuol dire no». Il governo ha dunque proposto delle modifiche al codice penale del paese per limitare l’interpretazione da parte dei giudici, e stabilire la mancanza di consenso esplicito della vittima come punto fondamentale per il riconoscimento dei crimini sessuali. Attualmente in Spagna (così come in Italia) si può parlare di modello giuridico vincolato: non si attribuisce in modo esplicito al consenso un ruolo centrale, ma ci si basa sul fatto che le aggressioni sessuali, per essere perseguite e punite, debbano avere certe caratteristiche: violenza, minaccia, costrizione. Il problema principale del terzo modello, come ha dimostrato la sentenza di Pamplona, è che alcune aggressioni sessuali non sono ritenute tali.

Il governo spagnolo ha detto che le proposte di modifica sono allo studio di una commissione di cui fanno parte delle giuriste femministe che hanno esperienza in materia di violenza di genere. La commissione si è ispirata alla legge che è stata da poco approvata in Svezia e che si basa su un modello consensuale puro: la passività della vittima non è considerata una forma di partecipazione volontaria nell’atto sessuale e il sesso senza una forma esplicita di consenso, fisica o verbale, è considerato uno stupro.

Le proteste per la sentenza di Pamplona davanti al ministero della Giustizia a Madrid, 26 aprile 2018 (AP Photo/Francisco Seco)