• Cultura
  • mercoledì 18 luglio 2018

D’estate andavamo in colonia

Foto vintage di grandi gruppi di bambini portati al mare per l'estate, dall'archivio del Touring Club Italiano

Colonia sul Po, Guastalla, 1931 Touring Club Italiano

Nel 1822 l’ospedale di Lucca cominciò a mandare sulla spiaggia di Viareggio, per brevi periodi, gruppi di bambini di strada poco in salute, nella speranza che le loro condizioni migliorassero: nacquero così le colonie estive, la cui idea evoca probabilmente nella nostra mente immagini di grandi gruppi di bambini con cappellini uguali sulle spiagge di Emilia-Romagna e Toscana.

Le foto a seguire vengono dall’archivio del Touring Club Italiano, l’associazione turistica italiana, e si possono trovare online sul sito di Digitouring. Mostrano colonie estive in Emilia-Romagna, al mare o lungo il Po: bambini alle prese con la sensazione di fare cose da grandi, lontani da casa, a occupare le giornate giocando tutti insieme e creando quei ricordi che accomunano più o meno tutte le esperienze di quel genere.

Durante tutto l’Ottocento le colonie ebbero più che altro la forma di ospizi di mare o di montagna, destinati soprattutto a bambini che soffrivano di tubercolosi delle ossa. Con il fascismo cominciarono ad avere ovvi fini educativi e di propaganda, anche per bambini non malati, fino ad arrivare agli anni del Dopoguerra, quando assunsero sempre più scopi ricreativi.
Spesso i servizi delle colonie erano offerti e finanziati dai comuni, che chiedevano alle famiglie un basso contributo economico, consentendo di mandare i figli in vacanza anche a chi non poteva permettersele; oppure venivano offerte dalle grandi aziende come Fiat ed Eni per i figli dei dipendenti.

A partire dal 2014 il Touring Club Italiano ha iniziato un progetto di digitalizzazione del suo grande archivio: una parte delle sue fotografie, riviste storiche, carte geografiche e altri materiali d’archivio si possono vedere online, suddivisi in sezioni tematiche. Dalla fondazione – nel 1894, a Milano – il Touring Club Italiano si è occupato di turismo e viaggio: a fine Ottocento iniziò a proporre ai suoi soci gite in bicicletta; nel 1914 ci fu il primo viaggio organizzato di gruppo; nel 1922 il primo campeggio in montagna e così via, documentando il modo di viaggiare dell’epoca con riviste e libri. È da qui che proviene la gran parte delle immagini dell’archivio fotografico, che comprende 350mila stampe dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento: nell’archivio online ne trovate una prima selezione di settemila, insieme ad altri materiali che raccontano un secolo di turismo.