Fantini e cavalli al secondo giro dell'ultimo Palio di Siena del 2017 (CLAUDIO GIOVANNINI/AFP/Getty Images)

Il primo Palio di Siena dell’anno

È una corsa di cavalli, una giostra in cui tutto è permesso e una battaglia fra contrade che dura da secoli

Fantini e cavalli al secondo giro dell'ultimo Palio di Siena del 2017 (CLAUDIO GIOVANNINI/AFP/Getty Images)

Il primo Palio di Siena del 2018 si corre stasera in Piazza del Campo, luogo che ospita la competizione ininterrottamente dal 1632, anno a cui risale la prima testimonianza scritta dell’evento. Il Palio di oggi è quello del 2 luglio, organizzato da secoli in occasione della festa cattolica della Visitazione e dedicato alla Madonna di Provenzano. L’altro palio annuale, quello “dell’Assunta”, si terrà invece il 16 agosto. Nella corsa si affrontano dieci delle diciassette contrade in cui è suddivisa la città di Siena, ed è questo che rende il Palio un evento raro al mondo e per molti aspetti incomprensibile a chi non lo conosce abbastanza.

Ciascuna delle diciassette contrade senesi rappresenta una zona circoscritta della città. Ogni contrada ha un’assemblea generale che sceglie i suoi dirigenti, cioè le persone che l’amministrano e la rappresentano pubblicamente. Le contrade come le conosciamo oggi esistono dal 1729 ma le loro origini risalgono fino all’anno mille, quando a Siena nacquero delle piccole associazioni che offrivano servizi ai pellegrini diretti a Roma lungo la via Francigena.

Le contrade si possono paragonare a delle piccole frazioni all’interno della città che non hanno mai smesso di esistere e anzi, conservano tuttora vecchie usanze, tradizioni e interessi. La loro lunga storia è fatta anche di rivalità e violenze che da secoli trovano sfogo annuale in piazza durante il Palio. La “carriera” – l’altro modo in cui viene chiamato – non può essere considerata quindi come una semplice corsa di cavalli: è anche una vera giostra medievale in cui tutto è consentito (anche la corruzione) ed è uno scontro fra contrade, vendicativo e violento.

Il fantino dell’Istrice ostacola il cavallo della Torre nel Palio del 16 agosto 2017 (Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)

Al Palio partecipano ogni anno, a turno, dieci delle diciassette contrade esistenti, in modo che nessuna arrivi a saltarne due di fila. In piazza ogni contrada è rappresentata da un fantino e da un cavallo. Quest’ultimo è considerato il vero rappresentante della contrada, dato che può vincere anche da “scosso”, cioè dopo aver disarcionato il suo fantino: e soprattutto non può farsi corrompere. Da circa mezzo secolo, infatti, fare il fantino al Palio è una professione vera e propria, non più un ruolo affidato a un contradaiolo. I fantini sono pagati decine di migliaia di euro dalle contrade da cui vengono ingaggiati, ma non c’è nessun regolamento che vieti loro di riceverne dagli avversari per danneggiare una rivale, nel caso ci siano poche speranze di vittoria, o addirittura per far perdere la propria, a suo rischio e pericolo.

Per una contrada la preparazione del Palio richiede soldi e tempo. Fra i compiti dei dirigenti, la gestione della corsa è uno dei più importanti. Ogni anno ci sono fantini da ingaggiare e strategie da pensare rapidamente in previsione degli avvenimenti. I cavalli vengono infatti assegnati alle contrade in modo casuale. L’assegnazione avviene pochi giorni prima della corsa e ciò comporta che le contrade debbano decidere alla svelta che strategia adottare e quindi che fantino ingaggiare. Nel caso una contrada si dovesse ritrovare con un cavallo favorito, cercherà di ingaggiare uno dei fantini più bravi, spendendo di più. Probabilmente cercherebbe anche di dare qualcosa ai fantini delle contrade senza possibilità di vittoria (e magari amiche) per ostacolare una rivale. Se invece si dovesse ritrovare con un cavallo sfavorito, si adopererebbe in tutti i modi possibili per rovinare il Palio di una contrada rivale. Il rischio di sorprese è quindi elevato per tutti e fa sì che attorno ai fantini ci sia molta diffidenza: spesso questo sfocia in aggressioni ed enormi risse al termine della corsa.

Al Palio di stasera partecipano Chiocciola, Nicchio, Oca, Drago, Lupa, Istrice, Valdimontone, Tartuca, Leocorno e Giraffa. Fra le contrade presenti ci sono due grandi rivalità: quella fra la Chiocchiola e la Tartuca e quella fra Nicchio e Valdimontone. Queste due rivalità si sono già viste nelle prove della corsa tenute nei giorni scorsi in Piazza del Campo, in cui le quattro contrade hanno corso l’una a fianco all’altra senza perdersi mai di vista. Questa sera, tuttavia, il favorito è il cavallo dell’Oca, Porto Alabe, l’unico fra quelli in pista ad aver già vinto un Palio, peraltro l’ultimo del 16 agosto 2017. Porto Alabe sarà montato da Giovanni Atzeni detto “Tittia”, che in carriera ha vinto cinque volte il Palio. L’assegnazione con sorteggio dei cavalli è avvenuta venerdì scorso all’ora di pranzo e la prima prova si è tenuta la sera stessa.

Il fantino con più vittorie in Piazza del Campo sarà Luigi Bruschelli detto “Trecciolino”. Ha 49 anni, ha vinto 13 volte ed è considerato uno dei migliori fantini di sempre: gliene manca solo una per raggiungere quelle di Andrea Degortes detto “Aceto”, il miglior fantino del Novecento. L’anno scorso Trecciolino non partecipò al Palio perché il suo cavallo si rifiutò di entrare nel canape (la striscia di partenza) per “la mossa” (la decisa da un cavallo di rincorsa) e dovette ritirarsi. Trecciolino fu inizialmente accusato di maltrattamento ma poi le visite al cavallo ricondussero il comportamento a un attacco di panico, probabilmente causato da un calcio preso da un altro cavallo. Oggi Trecciolino monterà il cavallo del Nicchio, che non è favorito. Gli altri fantini più vincenti al Palio sono Jonathan Bartoletti detto “Scompiglio” della Giraffa, vincitore di tre degli ultimi quattro palii, Carlo Sanna detto “Brigante” della Torre e Andrea Mari detto “Brio” del Drago.

Alberto Ricceri lascia esausto Piazza del Campo dopo aver vinto il Palio con la Giraffa nel 2004 (Getty Images)

Questa mattina in Piazza del Campo si è tenuta la “provaccia”, chiamata così per il disinteressamento da parte dei contradaioli, che non si presentano in piazza numerosi come nelle altre prove. Dopodichè i fantini sono stati ufficialmente iscritti alla corsa. Nel primo pomeriggio, presso gli oratori delle contrade, si è tenuta invece la benedizione dei cavalli. Poi partirà il corteo che raggiungerà Piazza del Campo per la “passeggiata storica”, nella quale le contrade sono rappresentate da alfieri, sbandieratori e tamburini. Turisti e visitatori avranno tempo fino alle 17.45 per entrare in Piazza del Campo prima che l’ultimo accesso venga chiuso. L’ingresso nel centro della piazza è gratuito mentre i posti nelle piccole tribune montate ai lati della pista sono a pagamento, con le vendite gestite direttamente dalle attività commerciali corrispondenti.

La carica dei Carabinieri in Piazza del Campo (Marco Di Lauro/Getty Images)

Dopo la sbandierata finale dei figuranti in pista, i cavalli faranno il loro ingresso in piazza e si porteranno all’altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri per la partenza. A quel punto la persona incaricata di gestire e rendere valida la partenza, il “mossiere”, annuncerà l’ordine d’ingresso dei cavalli nel canape. Per un cavallo l’ordine di ingresso può aumentare o diminuire drasticamente le probabilità di vittoria, ed è per questo che il “mossiere” viene prelevato e portato via dalla piazza subito dopo la partenza per questioni di sicurezza.

La partenza avviene con un cavallo di rincorsa (il decimo) che posizionato fuori dal canape la decide quando ci entra: a volte questo avviene in pochi minuti, ma può anche durare ore a seconda della situazione tra contrade rivali. Solitamente il fantino di rincorsa decide di far partire il Palio quando i cavalli di una o più contrade rivali sono mal posizionati, o quando quello di una contrada alleata è in posizione favorevole. Il Palio verrà poi vinto dal cavallo, con o senza fantino, che per primo completerà tre giri di piazza in senso orario.