Consigli di lettura da George R.R. Martin

I migliori libri fantasy e i migliori in assoluto secondo l'autore di "Cronache del ghiaccio e del fuoco" (e quindi anche "Game of Thrones")

(STR/AFP/Getty Images)

Per un’iniziativa organizzata da HBO e dalla New York Public Library, George R.R. Martin – autore di Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è stata tratta la famosa serie tv Game of Thrones – ha consigliato 10 libri. Cinque sono i suoi libri preferiti di sempre e cinque sono i libri fantasy che consiglia agli appassionati delle Cronache del ghiaccio e del fuoco o di Game of Thrones. C’è tempo per leggerli fino a novembre, quando uscirà un libro di Martin sulla storia della dinastia Targaryen. Per The Winds of Winter, il sesto romanzo della saga Cronache del ghiaccio e del fuoco bisognerà invece aspettare almeno fino al 2019.

In realtà i libri sono 9, perché Il Signore degli Anelli è in entrambe le categorie.

I migliori di sempre

Il Signore degli Anelli di  J.R.R Tolkien
È la saga fantasy più famosa di sempre. Per semplici ragioni di volume dei vari tomi, non è esattamente un libro da spiaggia. Ma se dovete leggere un solo libro fantasy nella vostra vita, forse è giusto che sia questo. Se poi vi dovesse piacere, potete sempre scegliere di leggerne anche altri. Inoltre, è giusto farsi trovare pronti per quando uscirà la serie di Amazon ambientata nella Terra di Mezzo.

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Il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald
Questo è invece un ottimo libro da spiaggia. Sempre che vi vada bene, come libro da spiaggia, uno che finisce con la frase: «così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».

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Comma 22 di Joseph Heller
Uscì nel 1961 ed è un romanzo storico-satirico sull’insensatezza della guerra e della disciplina militare. La storia è ambientata in Italia nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, e racconta le vicende di un gruppo di aviatori statunitensi. La narrazione non segue l’ordine cronologico e uno stesso evento è narrato più volte dal punto di vista di diversi personaggi. Il nome del romanzo, che in inglese è Catch 22, viene da un passaggio che riporta due punti contraddittori del regolamento dei piloti: il Comma 21, che dice che l’unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia, e il Comma 22, per cui chi chiede il congedo dal fronte non è pazzo. Da qui deriva anche il cosiddetto “paradosso del Comma 22”, che si riferisce a una situazione in cui sembra che ci sia una possibilità di scelta che in realtà non c’è.

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Le due città di Charles Dickens
Uscì, in decine di puntate settimanali pubblicate su un giornale, nel 1859. È ambientato tra Parigi e Londra negli anni della Rivoluzione francese e parla di un ex aristocratico francese e di un avvocato inglese. Inizia così: «Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione».

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Il Principe delle maree di Pat Conroy
Uscì nel 1986, vendette cinque milioni di copie e restò per circa un anno nei primi posti delle classifiche dei libri più venduti degli Stati Uniti. Parla di Tom Wingo, un insegnante di provincia senza un lavoro che va a New York per aiutare la sorella, una poetessa, dopo che lei aveva tentato il suicidio. Nel 2016, quando Conroy morì, il Washington Post scrisse che «la storia della donna ricorda molto quella di Carol, sorella minore di Conroy, che non gli rivolse più la parola dopo la pubblicazione del libro».

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I migliori libri fantasy

La collina dei conigli di Richard Adams
Parla di un gruppo di conigli che sfuggono alla distruzione della loro conigliera e cercano di ricostruirsi una vita, unendosi ad alcuni gruppi e combattendone altri. I conigli del libro hanno una loro cultura e una loro lingua: il lapino. Uscì nel 1972 ed è uno di quei libri per ragazzi, ma non solo.

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The Once and Future King di T.H. White (in inglese)
È un libro diviso in quattro parti: uscì nel 1958 ma è fatto soprattutto di racconti scritti negli anni precedenti, molti dei quali durante la Seconda guerra mondiale. Parla di Re Artù ma lo fa con costanti commenti sull’organizzazione della società, sul potere e sulla giustizia, e ci sono anche momenti divertenti, in certi casi generati da voluti anacronismi.

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Lord of Light di Roger Zelazny (in inglese)
È ambientato molti secoli dopo che la Terra ha smesso di esistere. Su un pianeta lontano una colonia di umani ha sviluppato un’avanzata tecnologia che li ha resi praticamente immortali. Ci sono un gruppo di potentissimi semidei che comandano sugli uomini della colonia e c’è uno di questi semidei che vuole difendere l’umanità. È un romanzo complicato, con molti riferimenti alla mitologia indiana. Il semidio che vuole salvare l’umanità si chiama Siddartha e prima di voler salvare l’umanità è stato per diversi decenni un’onda stazionaria senza corpo, che ha fluttuato in una nube magnetica.

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La saga di Terramare di Ursula K. LeGuin
Le Guin, morta alcuni mesi fa, era considerata uno dei migliori autori di fantascienza e fantasy di sempre. La Saga di Terramare è ambientata ad Earthsea e il titolo del primo libro è Il mago di Earthsea. Fu pubblicato nel 1968 e parla del giovane mago Ged, originario dell’isola di Gont, che inizialmente viene addestrato alla magia da un mago anziano, Ogion, poi va a studiare in una scuola per maghi (secondo Le Guin la storia aveva ispirato J.K. Rowling nella scrittura dei romanzi su Harry Potter). Durante l’apprendistato, a causa del suo orgoglio, Ged evoca una creatura misteriosa dal mondo dei morti: per il resto del romanzo cerca di sfuggire a questo essere oscuro.

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