Da dove cominciare per leggere Ursula K. Le Guin

Il Guardian ha scelto i libri fondamentali: per chi – dopo la sua morte – si è incuriosito del suo lavoro anche senza essere appassionato di fantasy e fantascienza

Un dettaglio della copertina di "La mano sinistra delle tenebre" di Ursula K. Le Guin in una vecchia edizione italiana di Editrice Nord

Ursula K. Le Guin, la scrittrice americana morta il 22 gennaio, era considerata una dei più importanti autori di fantascienza e di fantasy del mondo. Nella sua carriera ha scritto più di venti romanzi, undici raccolte di racconti, dodici libri per bambini e sei libri di poesia. Nonostante la vastità della sua produzione e la sua fama tra i lettori di fantasy e fantascienza, in Italia Le Guin non è molto conosciuta e la maggior parte dei suoi libri, sebbene in gran parte tradotti in italiano, sono difficili da trovare perché non sono stati ristampati di recente – anche se questo mese un suo racconto è stato pubblicato in un’antologia di scrittrici di fantasy e fantascienza, Le visionarie.

Se però in questi giorni avete letto molte cose su di lei, tra cui il fatto che pensava che la narrativa cosiddetta “di genere” non dovesse essere esclusa dalla letteratura “alta” (per molti critici di tutto il mondo questa distinzione non vale sicuramente per l’opera di Le Guin), forse vi è venuta voglia di leggere qualcuno dei suoi romanzi. La giornalista di libri del Guardian Alison Flood ha scritto una breve guida per imparare a conoscere l’opera di Le Guin partendo da quattro romanzi.

Il mago di Earthsea

È il primo dei cinque romanzi che compongono la Saga di Terramare – ambientata ad Earthsea, un arcipelago di isole in cui sono ambientate tutte le storie – ed è di genere fantasy: viene proposto come romanzo per ragazzi, ma è abbastanza sofisticato per andare bene per gli adulti. Nel mondo di Earthsea la magia si basa in parte sulla capacità di conoscere le cose con il loro vero nome.

Il mago di Earthsea è uno dei primi libri di Le Guin: fu pubblicato nel 1968. Il protagonista della storia è il giovane mago Ged, originario dell’isola di Gont, che inizialmente viene addestrato alla magia da un mago anziano, Ogion, poi va a studiare in una scuola per maghi (secondo Le Guin la storia aveva ispirato J.K. Rowling nella scrittura dei romanzi su Harry Potter). Durante il suo apprendistato, a causa del suo orgoglio, Ged evoca una creatura misteriosa dal mondo dei morti: per il resto del romanzo cerca di sfuggire a questo essere oscuro.

Il mago di Earthsea comincia così:

«L’isola di Gont, una montagna che erge la sua vetta un miglio al di sopra del mare di Nordest squassato dalle tempeste, è una terra famosa per i suoi maghi. Dalle cittadine delle sue alte valli e dai porti delle strette baie scure, molti gontiani sono partiti per servire i signori dell’arcipelago nelle loro città, come maghi o stre­goni; oppure, spinti dal desiderio d’avventura, sono andati vagando e operando magie da un’isola all’altra di tutto Earthsea. Tra co­storo, alcuni sostengono che il più grande e senza dubbio più fa­moso viaggiatore fu quello di nome Sparviero, che ai suoi tempi divenne signore dei draghi e arcimago. La sua vita è narrata nelle Gesta di Ged e in molti canti: ma questa è una vicenda di un tem­po che precedette la sua fama, prima che venissero composte quelle canzoni».

In Italia il romanzo non viene pubblicato da tempo, ma c’è una edizione relativamente recente di Mondadori che lo contiene insieme ai successivi capitoli della Saga di Earthsea.

La mano sinistra delle tenebre

Quest’altro romanzo, pubblicato nel 1969, è di fantascienza ed è ambientato nell’universo di Hainish, in cui si svolgono anche altre delle storie inventate da Le Guin, che compongono il Ciclo dell’Ecumene. Le fece vincere il premio Hugo e il premio Nebula, i due più importanti riconoscimenti per la letteratura di fantascienza. Il famoso critico americano Harold Bloom disse che grazie a questo romanzo «Le Guin, più che Tolkien, ha portato il fantastico nel mondo dell’alta letteratura, per i nostri tempi».

Il protagonista di La mano sinistra delle tenebre si chiama Genly Ai. È un inviato sul pianeta Gethen dell’Ecumene, l’organizzazione che tiene insieme come un’unica società moltissime delle galassie conosciute e il suo scopo è convincere gli abitanti del pianeta a entrare nell’Ecumene. Gli abitanti di Gethen per la maggior parte del tempo sono ermafroditi “latenti”, cioè non sono né maschi né femmine: ogni 26 giorni però, per due giorni, diventano o maschi o femmine, in modo da potersi riprodurre. Dato che Le Guin descriveva gli abitanti di Gethen usando il maschile, nel romanzo ci sono frasi come: «Il re era incinta».

La prima frase del romanzo è:

«Farò il mio rapporto come se narrassi una storia, perché mi è stato insegnato, sul mio mondo natale, quand’ero bambino, che la Verità è una questione d’immaginazione».

La falce dei cieli

Anche nel caso di questo romanzo siamo nell’ambito della fantascienza. Fu pubblicato nel 1971 e racconta di un uomo, George Orr, i cui sogni cambiano la realtà. È ambientato nel 2002, sulla Terra, per la precisione in Oregon. Conoscendo l’abilità di Orr, il suo psichiatra, il dottor Haber, cerca di manipolarne i sogni per costruire un’utopia, ma le cose non vanno mai come sperato dal medico: ad esempio il sogno che riguarda la pace tra tutti i popoli della Terra causa un’invasione aliena della Luna, che fa unire i paesi del mondo in un’alleanza anti-invasori. Il titolo del romanzo, che nella versione originale si potrebbe tradurre come “Il tornio del cielo”, sarebbe una citazione di un aforisma del pensatore taoista cinese Zhuang-zi, che però nella versione a cui si era ispirata Le Guin parlava di un tornio per un errore di traduzione.

I reietti dell’altro pianeta

È uno dei pochi romanzi di Le Guin che sono stati ripubblicati di recente in italiano: lo ha fatto Mondadori. Le Guin lo scrisse quando c’era la Guerra del Vietnam, come reazione alla guerra stessa, e lo definiva una «utopia anarchica». Fu pubblicato nel 1974. È ambientato nello stesso universo dell’Ecumene, anche se la trama non ha collegamenti con La mano sinistra delle tenebre: in particolare è ambientato sul pianeta Urras e sulla sua luna Anarres. Sul primo c’è una società capitalista in cui la classe sociale dominante sfrutta completamente la classe dei lavoratori; sulla seconda invece c’è una società egualitaria in cui non esiste la proprietà privata. Inizialmente gli abitanti di Anarres vivevano su Urras, ma circa un secolo prima degli eventi narrati nel romanzo se ne erano andati per fondare una nuova società, divisa e diversa da quella ingiusta del pianeta di origine. Il protagonista di I reietti dell’altro pianeta è un fisico di nome Shevek che visita Urras credendo che l’applicazione dei principi anarchici di Anarres non sia affatto perfetta e che sul pianeta capitalista possa esserci più libertà. Tutto il romanzo è una riflessione su due diversi modelli di società e sugli aspetti negativi di ciascuno dei due.

In un’intervista con lo scrittore Hari Kunzru Le Guin aveva raccontato che scrivendo il romanzo era giunta alla conclusione che una società anarchica potesse esistere solo se isolata da qualsiasi altra società e che comunque anche nel caso fosse riuscita a esistere in questo modo poi si sarebbe probabilmente distrutta dall’interno, per via dei difetti umani. Le Guin spiegò anche: «Per me l’anarchismo è più un modo di pensare e di immaginare, non un credo».

I reietti dell’altro pianeta comincia così:

«C’era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po’ di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà di scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, una linea, un’idea di confine. Ma l’idea era reale. E importante. Da sette generazioni non c’era nulla di più importante, al mondo, di quel muro».

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