Leonardo Bonucci, capitano del Milan, dopo la finale di Coppa Italia persa a Roma contro la Juventus (ISABELLA BONOTTO/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 27 giugno 2018

Il Milan è stato escluso dalle coppe europee dalla UEFA

Per aver violato le norme del Fair play finanziario dal 2014 al 2017: la società ha annunciato che farà ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport

Leonardo Bonucci, capitano del Milan, dopo la finale di Coppa Italia persa a Roma contro la Juventus (ISABELLA BONOTTO/AFP/Getty Images)

Mercoledì l’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA (CFCB) ha escluso il Milan dalle coppe europee per una stagione, per aver violato il Fair play finanziario tra il 2014 e il 2017. Il Milan, quindi, non potrà partecipare all’Europa League — per importanza il secondo torneo europeo — nella stagione 2018/19, a cui si era qualificato arrivando sesto nell’ultima di Serie A. Il Milan ha annunciato che farà ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, «per ottenere una veloce revisione della sentenza».

La squadra che quest’anno ne dovrebbe prendere il posto in Europa League, la Fiorentina, ha già anticipato l’inizio del suo ritiro estivo ma per l’ufficialità dovrà attendere l’esito del ricorso del Milan. Nelle prossime ore la UEFA pubblicherà per esteso i contenuti della sentenza.

Le motivazioni dietro le severe sanzioni ricevute dal Milan non si conoscono ancora nei dettagli, ma dovrebbero essere le stesse che nei mesi scorsi avevano portato la UEFA a non concedere al club un accordo per rientrare nei parametri richiesti dal Fair play finanziario: le scarse garanzie finanziarie fornite dal principale azionista – Rossoneri Sport Lux, che fa riferimento all’imprenditore cinese Yonghong Li – e il bilancio del club, su cui pesa il deficit eccessivo maturato negli ultimi anni (quindi anche nell’ultimo periodo della gestione di Silvio Berlusconi). L’ammontare di queste perdite complessive supera i 100 milioni di euro, rispetto a un limite di 30 milioni concesso dai regolamenti finanziari della UEFA.

La squalifica del Milan è una delle sanzioni più severe disposte dalla UEFA e la più grave mai comminata a un grande club europeo: finora, per i grandi club, non si era mai andati oltre multe, limitazioni nel mercato e nella registrazione dei giocatori per le coppe. Fino ad oggi il caso più noto di una squalifica inflitta dalla UEFA era quello del Galatasaray, che nel marzo del 2016 venne squalificato per un anno dalle coppe per aver violato i parametri del Fair play finanziario per tre esercizi consecutivi.

In settimana sono attese altre notizie sul futuro del Milan. Come riportato sabato scorso dal Sole 24 Ore, l’imprenditore che da alcuni giorni sarebbe in trattative per comprare la maggioranza dalla Rossoneri Sport Investment Lux è l’italoamericano Rocco Commisso, proprietario di Mediacom, una delle principali TV via cavo statunitensi con un fatturato annuale di circa 1.9 miliardi di dollari. Commisso è nato a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, nel 1949 e si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti nel 1961. Si stima che il suo patrimonio sia di poco superiore ai 4 miliardi di dollari. Dal 2016 Commisso è anche proprietario dei New York Cosmos, storica squadra di calcio statunitense che salvò dal suo secondo fallimento in pochi anni. Le ultime indiscrezioni circolate sui giornali dicono però che la trattativa si sia interrotta. Oltre a Commisso, anche Thomas Ricketts, che in rappresentanza della sua famiglia è proprietario della storica squadra di baseball dei Chicago Cubs, ha espresso di recente il suo interessamento per l’acquisto del Milan.

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