Il PD si è sbriciolato in Toscana

Il centrosinistra ha perso Massa, dove governava dagli anni Novanta; Pisa, dove non perdeva dagli anni Settanta; e persino Siena, dove non aveva mai perso

(ANSA/FABIO DI PIETRO)
(ANSA/FABIO DI PIETRO)

Il risultato più commentato del secondo turno delle elezioni amministrative di domenica è quello della Toscana, dove il centrosinistra è stato sconfitto dal centrodestra a Pisa, Siena e Massa, le tre città capoluogo della regione dove si è votato a questo giro. Siti e giornali parlano di “tracollo” della sinistra in Toscana; di sicuro è una sconfitta con un forte valore simbolico, avvenuta in una delle regioni dove la sinistra ha la sua più lunga e gloriosa tradizione.

A Pisa, la più grande delle tre città, il candidato di centrodestra Michele Conti ha battuto per duemila voti il candidato di centrosinistra Andrea Serfogli. L’affluenza è stata del 55 per cento, soltanto tre punti in meno del 58 per cento registrato al primo turno (un risultato comunque molto basso per la Toscana). A Siena il candidato di centrodestra Luigi De Mossi ha superato per meno di 400 voti il sindaco uscente Bruno Valentini, del PD. L’affluenza in città è stata poco superiore al 56 per cento. A Massa il candidato di centrodestra Francesco Persiani ha battuto nettamente il sindaco uscente del PD Alessandro Volpi.

A Pisa era dagli anni Settanta che la sinistra non perdeva le elezioni amministrative, a Massa dagli anni Novanta. Ma il risultato più inaspettato è probabilmente quello di Siena, una città dove mai dal dopoguerra il centrodestra era riuscito a eleggere un suo sindaco. In città aveva sempre governato la sinistra e nei decenni si era creato un sistema di potere non sempre virtuoso che univa l’amministrazione cittadina con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, principale azionista dell’omonima banca. Nonostante la crisi della banca e della fondazione, la sinistra in città era sopravvissuta, vincendo le elezioni politiche del 2013 e riuscendo ad eleggere il suo candidato, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Se alla sconfitta di Pisa, Siena e Massa si aggiungono quelle avvenute nelle precedenti elezioni amministrative, quando Movimento 5 Stelle e centrodestra conquistarono Livorno, Grosseto e Arezzo, l’egemonia della sinistra nella regione sembra essere tramontata e i giornali iniziano già oggi a raccontare i timori dei dirigenti locali per il rinnovo della giunta regionale alle elezioni del 2020. Se le cose dovessero continuare così, infatti, non è più impossibile ipotizzare una vittoria del centrodestra persino alle regionali.