(Scott Olson/Getty Images)

Il miliardario ucraino che frega l’Europa coi polli

Yuriy Kosyuk, con un trucchetto perfettamente legale, sta aggirando un accordo tra Ucraina e UE per esportare molta più carne di quella che potrebbe

(Scott Olson/Getty Images)

Yuriy Kosyuk è un oligarca miliardario ucraino che ha fatto fortuna allevando ed esportando polli: la sua azienda, MHP, produce la metà del pollame di tutto il paese. Per dare un’idea, MHP coltiva a mangime 370mila ettari di terreno, più della Valle d’Aosta, e possiede l’allevamento di polli più grande d’Europa: ci vivono contemporaneamente 18 milioni di polli e produce circa mille tonnellate di carne al giorno. Il giornalista Emmet Livingstone racconta su Politico che Kosyuk sta cercando di espandere i suoi affari nell’Unione Europea e ci sta riuscendo aggirando le clausole di un accordo commerciale stipulato nel 2016 tra Ucraina e UE. L’accordo stabilisce una progressiva rimozione dei reciproci dazi e fissava dei limiti alle importazioni per proteggere gli allevatori europei dalla concorrenza in alcuni settori, in particolare quello agricolo.

L’accordo prevede per esempio che l’Ucraina possa esportare fino a 20mila tonnellate di carne di pollo, tra cui il petto, uno dei tagli più pregiati, e altre 20 mila tonnellate di interiora e carcasse, che sono meno costose e richieste. Da allora MHP ha iniziato a esportare oltre il confine ucraino un taglio del petto che comprende parte dell’osso dell’ala, che pertanto non rientra tra i limiti dell’accordo. Una volta arrivata in Europa la carne viene però lavorata nelle fabbriche di MHP in Europa: l’osso dell’ala viene staccato dal petto, che viene poi impacchettato e venduto. Un trucchetto perfettamente legale per aggirare le rigide regole europee.
Kosyuk al momento esporta soprattutto nei Paesi Bassi, in Slovacchia, e in piccola quantità in Polonia. Le importazioni dall’Ucraina di questo taglio di pollo con l’osso sono aumentate da zero nel 2015 a 3.500 tonnellate nel 2016, e ancora a 27mila tonnellate nel 2017, stando ai dati sul commercio della Commissione Europea.

Lo stratagemma trovato da Kosyuk ha provocato le proteste di molti allevatori europei che si sono rivolti all’UE. Livingstone ha parlato con un portavoce della Commissione Europea, che ha difeso il trattato dicendo che i negoziatori all’epoca avevano vagliato a lungo le proposte e interpellato esperti ed esponenti di allevamento e industria. Ha anche aggiunto che la Commissione considera la pratica di Kosyuk «una contravvenzione allo spirito dell’accordo», e che ha sollevato il problema con il governo ucraino.

Nel 2016 Kosyuk si era già lamentato delle quote imposte dall’Unione Europea e aveva chiesto di aumentare le esportazioni dicendo che l’Ucraina produce 1,2 milioni di polli all’anno. John Rich, che fa parte del Consiglio di amministrazione di MHP, ha giustificato le richieste dicendo che «le esportazioni ucraine sono circa 70-80 mila tonnellate, pari al 7-8 per cento delle importazioni totali in Europa; l’Europa esporta circa 165mila tonnellate di pollame in Ucraina, che non prevede dazi, il 14 per cento del mercato ucraino complessivo». Ha anche aggiunto che il paese sta riempiendo le carenze di altri esportatori di carne, in particolare del Brasile.