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  • mercoledì 13 giugno 2018

L’indagine sui soldi della Lega e il Lussemburgo

La procura di Genova sospetta che il partito abbia nascosto 3 milioni – che dovevano essere sequestrati – trasferendoli all'estero

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Mercoledì mattina agenti della Guardia di Finanza e ispettori della Banca d’Italia hanno perquisito la sede centrale della Sparkasse, la Cassa di Risparmio di Bolzano, su richiesta della procura di Genova che da mesi sta indagando sui 48 milioni di euro che la Lega dovrebbe restituire allo Stato, perché confiscati al partito dopo il caso dei cosiddetti “rimborsi truffa” che coinvolse il tesoriere Francesco Belsito e l’ex segretario Umberto Bossi nel 2012.

L’ipotesi della procura è che la Lega – non è chiaro quando, ma durante le gestioni di Roberto Maroni e Matteo Salvini – abbia cercato di nascondere parte dei propri soldi per evitare che venissero sequestrati, trasferendoli in Lussemburgo per poi farli rientrare in Italia.

Lo scandalo dei falsi rimborsi della Lega emerse per la prima volta nel 2012, e nel 2017 portò alla condanna in primo grado di Belsito e Bossi, oltre che di diversi altri dirigenti della Lega. Quando venne deciso il sequestro di 48 milioni di euro come risarcimento, sui conti del partito ne vennero trovati soltanto due. Per risarcire lo Stato dei fondi sottratti illecitamente, quindi, era stato disposto il sequestro dei soldi che da allora in futuro sarebbero arrivati sui conti della Lega: il sequestro, chiesto dalla procura di Genova, era stato confermato lo scorso aprile dalla Cassazione. Come ha ricordato spesso lo stesso Salvini, però, ufficialmente la Lega non ha soldi sui propri conti («15mila euro», disse Salvini lo scorso gennaio).

La procura ha aperto un’indagine per riciclaggio a carico d’ignoti, ipotizzando che la Lega abbia cercato di evitare il sequestro di parte dei propri soldi: al centro della perquisizione di mercoledì c’è un investimento di 3 milioni di euro in Lussemburgo, poi – secondo questa tesi – fatti rientrare in Italia. A segnalare alle autorità antiriciclaggio italiane queste manovre finanziarie è stato lo stesso Lussemburgo, che ha considerato sospetto il rientro in Italia della somma.

Secondo la procura, la Sparkasse è stata la banca dalla quale i soldi sono stati trasferiti e poi rimpatriati. Oltre alla sede di Bolzano mercoledì sono state fatte delle perquisizioni anche a Milano e a Collecchio, in provincia di Parma, scrive il Secolo XIX. La procura ha anche presentato una rogatoria internazionale per ottenere dal Lussemburgo i documenti sui trasferimento di denaro sospetti.

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