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  • martedì 12 giugno 2018

La Macedonia ha accettato di cambiare nome

Potrebbe diventare la "Repubblica della Macedonia settentrionale", mettendo fine a una lunga disputa con la Grecia: ora ci sarà un referendum

(ROBERT ATANASOVSKI/AFP/Getty Images)

Dopo una lunghissima trattativa diplomatica mediata dalle Nazioni Unite, la Macedonia ha accettato di cambiare il suo nome in Repubblica della Macedonia settentrionale. Questo dovrebbe rassicurare la Grecia, che da anni protestava contro il nome della Macedonia, considerato un segnale delle ambizioni territoriali del confinante paese sull’omonima regione della Grecia. L’accordo dovrà ora essere approvato con un referendum dai cittadini macedoni – che in ogni caso continueranno a chiamarsi così – e successivamente dal parlamento greco. Non è scontato che accada, ma ci sono buone possibilità.

Il problema legato al nome della Macedonia esiste da quando nel 1991 la Macedonia dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia scegliendo il nome “Repubblica di Macedonia”, lo stesso nome che aveva quando faceva parte della federazione jugoslava. Alcuni cittadini e politici greci accusarono il nuovo paese di essersi appropriato di un nome e di un’identità culturale e storica appartenente a un’area geografica che rientrava nei confini dello stato greco. Secondo questa tesi, la Repubblica di Macedonia si era appropriata di una parte della cultura greca, “sfruttando” la figura storica di Alessandro Magno (a cui era fino a poco tempo fa intitolato l’aeroporto di Skopje, la capitale della Macedonia). Usare quel nome era percepito da questa fazione greca come una minaccia di pretese sulla regione greca della Macedonia.
Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha lodato il compromesso raggiunto con la Macedonia, dicendo che questo metterà fine alle ambiguità sull’origine storica del paese e sulle sue mire espansionistiche. Il nuovo nome della Macedonia, ha detto Tsipras, varrà sia a livello internazionale che domestico. Se verrà approvato dai cittadini macedoni, l’accordo non comporterà un cambio del nome con cui vengono chiamati loro e la loro lingua, a cui ci si riferirà ancora come “macedoni” e “macedone”.

A causa del nome “Macedonia”, negli anni Novanta la Grecia si oppose all’entrata della Macedonia nella NATO e nell’Unione Europea. Per evitare problemi nel 1993 le Nazioni Unite accettarono la Macedonia a patto che il suo nome ufficiale diventasse “Former Yugoslav Republic of Macedonia” (FYROM). Nel 1995 il contenzioso tra Grecia e Macedonia arrivò alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja: nel 2011 la Corte diede ragione alla Macedonia, che ha infatti continuato a chiamarsi con il nome scelto nel 1991. Nel frattempo, però, la Macedonia non è ancora entrata né nell’Unione Europea né nella NATO. A gennaio i governi greco e macedone si erano accordati per iniziare nuovi colloqui.

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