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  • domenica 10 giugno 2018

Il governo vuole chiudere i porti a una ong che trasporta seicento migranti

La nave Aquarius di SOS Mediterranée sta navigando verso l'Italia, ma il ministro degli Interni Matteo Salvini ha annunciato che non intende farla approdare

La nave Sea Watch 3 nel porto di Reggio Calabria. (Ansa)

Nella notte tra sabato e domenica la Marina italiana, la Guardia Costiera e la nave Aquarius della ong SOS Mediterranée hanno soccorso in sei diverse operazioni 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte. L’Aquarius stava trasportando i migranti verso l’Italia, ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto a Malta di accoglierli e ha minacciato di chiudere i porti italiani. Quindi, per come stanno ora le cose, la nave non potrà attraccare in Italia.

Da quando ha ricevuto l’indicazione delle autorità italiane di attendere nuovi ordini, la nave Aquarius naviga a nord di Malta, da dove potrebbe arrivare in poche ore sulle coste della Sicilia. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scritto su Facebook di aver chiesto a Malta di accogliere la nave, senza successo, e che l’Italia si limiterà ad inviare dei medici su due motovedette. Stando a SOS Mediterranée, in tarda serata il governo italiano ha chiesto alla ong di restare ferma in un tratto di mare a metà strada fra Italia e Malta.

L’annuncio di Salvini è arrivato in un weekend di grandi sbarchi di migranti ed è lo sviluppo di un caso diplomatico cominciato ieri, che aveva coinvolto Italia e Malta per il mancato soccorso della seconda a una nave carica di migranti. Gli oltre 600 migranti dell’Aquarius si aggiungono ai 232 sbarcati ieri nel porto di Reggio Calabria, soccorsi dalla nave della ong Sea Watch, e ad altri 220 circa sbarcati a Pozzello.

I migranti soccorsi questa notte dalla Aquarius erano 229, e viaggiavano su due gommoni, uno dei quali si è ribaltato facendo finire in acqua 40 persone. Dopo essere riusciti a metterle in salvo, gli operatori di SOS Mediterranée hanno accolto sulla nave i 400 migranti soccorsi in precedenza dalla Marina e dalla Guardia costiera.

Da giorni Salvini ha annunciato una linea più dura dei suoi predecessori e accusato gli altri paesi europei – soprattutto Malta – di non fare abbastanza per aiutare l’Italia: «Il buon Dio ha messo Malta più vicino della Sicilia alla Libia. Non è possibile che risponda “no” a qualsiasi richiesta di intervento». Il problema è che Malta è scarsamente attrezzata per occuparsi di uno sbarco di centinaia di migranti e soprattutto delle loro richieste di protezione internazionale. La cosiddetta convenzione di Amburgo del 1979 e altre norme sul soccorso marittimo prevedono inoltre che gli sbarchi debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Per questi motivi le ong trasportano in Italia – e solo in Italia – tutte le persone che soccorrono nel tratto di mare fra Libia e Italia.

Chiudere i porti, inoltre, sarebbe una decisione con molte e rilevanti conseguenze. L’idea del governo sembra incompatibile con le norme previste dal Testo Unico sull’immigrazione del 1998, che regola «l’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato» dei migranti. L’articolo 10 del Testo parla dei respingimenti, cioè la pratica di allontanare uno o più migranti che secondo lo stato non sono nella condizione di poter essere accolti. Il Testo specifica chiaramente che il respingimento non può avvenire «nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari».

La legge italiana, in sostanza, vieta di respingere persone che chiedono di ottenere una forma di protezione internazionale, cioè o l’asilo politico o la protezione per motivi umanitari. Dato che tutti i migranti che arrivano in Italia hanno diritto di fare richiesta di protezione, sarebbe difficile trovare una base legale per respingerli ancora prima che ne abbiano avuto la possibilità. L’Italia in passato è stata condannata più volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per avere compiuto respingimenti illegali di massa sui passeggeri di alcuni barconi di migranti: la legittimazione di questa misura significherebbe probabilmente l’apertura di nuovi procedimenti da parte della Corte.

Nel weekend sono arrivati in Italia circa 1.100 migranti, soccorsi in diverse operazioni nell’arco di più giorni: sono numeri che non si vedevano da mesi. Secondo Repubblica, c’entra il fatto che le navi della Guardia costiera libica (che non è esattamente una guardia costiera) non hanno pattugliato come al solito le proprie acque territoriali per intercettare le barche che dalla Libia portano i migranti verso l’Italia. Ne hanno fermata soltanto una, con 150 persone a bordo.

 

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