Cristiano Ronaldo entra in campo per l'amichevole di Zurigo contro l'Egitto (Robert Hradil/Getty Images)

Guida ai Mondiali: ?? Portogallo

Ha probabilmente una squadra più forte di quella con cui vinse l'Europeo due anni fa, ma il suo allenatore non crede di essere tra i grandi favoriti

Cristiano Ronaldo entra in campo per l'amichevole di Zurigo contro l'Egitto (Robert Hradil/Getty Images)

Mondiali 2018 iniziano il 14 giugno. Questa è la quinta delle sette guide che il Post dedicherà alle Nazionali di calcio più importanti del torneo: quelle da cui, con ogni probabilità, verrà fuori la vincitrice della 21ª edizione della Coppa del Mondo. 


 

Con la vittoria degli Europei in Francia due anni fa, la nazionale di calcio maschile del Portogallo ha ottenuto il suo primo importante successo internazionale. La vittoria era arrivata dopo un ventennio in cui il calcio portoghese era riuscito a tornare alla ribalta in Europa, e a distanza di dodici anni dalla pesante sconfitta contro la Grecia nella finale degli Europei organizzati in casa. In questo arco di tempo il calcio portoghese è diventato uno dei maggiori esportatori di talento ed è stato rappresentato in tutto il mondo da Cristiano Ronaldo, il giocatore che insieme all’argentino Lionel Messi sta rappresentando tutto il calcio mondiale dei primi anni Duemila. Tuttavia, dopo aver ottenuto il suo primo importante riconoscimento internazionale, la nazionale portoghese deve ancora riuscire a disputare un Mondiale all’altezza delle aspettative: il suo miglior risultato, un terzo posto, risale al 1966, mentre nelle ultime due edizioni non è andato oltre gli ottavi di finale.

Il Portogallo durante i festeggiamenti per la vittoria degli Europei allo Stade de France di Parigi (Alex Livesey/Getty Images)

L’allenatore Fernando Santos, uno dei protagonisti della vittoria dell’Europeo, è in carica dal settembre del 2014 e questo sarà il suo primo Mondiale alla guida della squadra. A Santos viene riconosciuto il merito di aver saputo condurre il Portogallo alla vittoria in Francia pur avendo avuto Cristiano Ronaldo a mezzo servizio, perché condizionato dai problemi fisici (anche nella finale), formando una squadra estremamente solida in difesa. Dopo la vittoria degli Europei, Santos ha mantenuto il livello della squadra fra i più alti d’Europa. Il Portogallo si è qualificato ai Mondiali da primo del suo girone, a pari punti con la Svizzera, e la scorsa estate in Russia ha concluso la Confederations Cup al terzo posto. Negli ultimi due anni ha perso solamente quattro partite. Per il livello della competizione che ci sarà ai Mondiali, però, Santos ritiene che la sua squadra venga subito dopo le maggiori favorite: Brasile, Argentina, Spagna e Germania.

Com’è cambiata la squadra

A eccezione di un solo giocatore (Renato Sanches, non convocato), in Russia il Portogallo potrebbe schierare la stessa identica formazione titolare con cui riuscì a battere la Francia nella finale di Parigi del 10 luglio 2016. Tuttavia la forma di alcuni giocatori è calata mentre quella di altri, fra riserve o non convocati agli Europei, è salita rapidamente. Nel complesso Santos può contare su una rosa di 23 giocatori mediamente più forte ed esperta di due anni fa. Il livello del centrocampo e dell’attacco si è alzato non tanto per le qualità dei titolari, bensì per quelle delle riserve: escluso Cristiano Ronaldo, tutti gli altri giocatori sono intercambiabili e garantiscono prestazioni simili e all’altezza dell’impegno richiesto. Inoltre, anche i giocatori che non vengono da una stagione positiva con i loro club, in nazionale hanno sempre giocato al loro meglio.

In Russia il portiere titolare sarà ancora Rui Patricio, che potrebbe diventare il nuovo portiere del Napoli. I due terzini mantengono il loro posto in squadra da due anni, sono ancora tutto sommato giovani e crescono costantemente: sono Cedric Soares del Southampton e Raphaël Guerreiro del Borussia Dortmund. La loro prima riserva è Mario Rui del Napoli. La difesa è invece il reparto che desta più preoccupazioni, dato che sarà ancora sostenuta da Pepe, che ha 35 anni, e da uno fra José Fonte e Bruno Alves, entrambi in procinto di ritirarsi.

Le vere qualità del Portogallo iniziano a centrocampo. Non c’è più la promessa Renato Sanches, andato in difficoltà dopo il trasferimento al Bayern Monaco, mentre lo scarso rendimento avuto nel Leicester ha declassato a riserva anche Adrien Silva. I titolari dovrebbero essere quindi Joao Moutinho e William Carvalho, sostenuti ai lati da Bernardo Silva, ala del Manchester City, e Joao Mario, titolare nel West Ham dopo essere stato ceduto in prestito dall’Inter (dove probabilmente non farà più ritorno). Per dare velocità e profondità al centrocampo nel caso ce ne fosse bisogno, Santos potrebbe affidarsi anche a Bruno Fernandes, ex giocatore di Udinese e Sampdoria.

L’attacco (e la squadra) ruoterà attorno a Cristiano Ronaldo, che dopo le difficoltà avute agli Europei, ai Mondiali si presenterà in condizioni fisiche nettamente migliori. È titolare inamovibile e al suo fianco giocherà André Silva, attaccante del Milan. Silva, nonostante venga da un’annata complicata in Italia, dove ha giocato poco e anche per questo ha avuto difficoltà a inserirsi, in nazionale è sempre stato ineccepibile e si è dimostrato il miglior compagno di reparto per Ronaldo: insieme, nelle qualificazioni ai Mondiali, hanno segnato 24 gol (15 Ronaldo, 9 Silva) piazzandosi fra i primi dieci marcatori della competizione. Pronti a entrare a partita in corso ci sono poi Quaresma, Gelson Martins e Goncalo Guedes, che spesso sono stati preziosi per la squadra.

I dubbi sulla difesa

Se il resto della squadra è generalmente migliorato e la “base” si è allargata, la difesa è rimasta ferma. I due probabili titolari, Pepe e Fonte, hanno 35 e 34 anni. Pepe viene da una carriera giocata ad alti livelli e garantisce ancora sicurezza e qualità. Per Fonte invece è un discorso diverso, dato che dopo il calo avuto negli ultimi anni è passato dal Southampton al West Ham e infine al Dalian Yifang, in Cina. Ma fra i sostituti non c’è niente di meglio: la prima riserva è Bruno Alves, che ha 36 anni e gioca nei Rangers di Glasgow, dove si è trasferito la scorsa estate dal Cagliari. L’altra riserva è Ruben Dias, che ha 21 anni e gioca nel Benfica: Santos avrebbe voluto introdurlo in prima squadra nel corso dell’ultimo anno, ma non ci è riuscito per via degli infortuni avuti dal giocatore nella prima parte della stagione.

In Russia i campioni d’Europa in carica dovranno inoltre partire subito forte, dato che sono finiti in un girone competitivo insieme a Spagna, Marocco e Iran. La Spagna è una della favorite per la vittoria mentre Marocco e Iran sono due nazionali che possono mettere in difficoltà: la prima con il suo tasso tecnico, l’altra con la solidità del suo sistema di gioco, peraltro impostato dall’esperto allenatore portoghese Carlos Queiroz, che dal 1991 al 1993 e dal 2008 al 2010 fu allenatore della sua nazionale, che conosce quindi molto bene.