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  • giovedì 7 giugno 2018

Com’è fatto l’opuscolo che prepara alla guerra distribuito in Svezia

È arrivato a milioni di famiglie, contiene frasi come «Tutte le notizie secondo le quali la resistenza sta per arrendersi sono da considerarsi false»

Una pagina dell'opuscolo distribuito dal governo svedese

In questi giorni milioni di famiglie svedesi hanno ricevuto a casa loro un opuscolo contenente istruzioni su cosa fare in caso di guerra. L’opuscolo si intitola “Se arriva la crisi o la guerra” ed è stato realizzato da un’agenzia che opera sotto il ministero della Difesa svedese (è scaricabile qui, in inglese): spiega come prendere parte alla “difesa totale” in caso di conflitto, come contrastare le notizie false e la propaganda ostile, come riconoscere i segnali di allarme e come garantirsi continuo accesso ad acqua, cibo e riscaldamento. La distribuzione dell’opuscolo era stata annunciata all’inizio del 2018 ed era stata decisa dal governo svedese a causa delle crescenti minacce alla sicurezza nazionale emerse negli ultimi anni, soprattutto per la sempre maggiore aggressività della Russia fuori dai suoi confini.

Le pagine dell’opuscolo distribuito dal governo svedese

L’opuscolo è scritto in maniera semplice e diretta ed è diviso in diverse sezioni. In uno dei paragrafi iniziali vengono date indicazioni su come proteggersi dalle notizie false. Si parla dell’importanza di verificare la fonte delle informazioni dubbie e di non diffondere voci non verificate: «Il modo migliore per contrastare la propaganda e le notizie false è avere fatto i compiti a casa», dice.

L’opuscolo si occupa anche di situazioni potenzialmente violente, come un attentato terroristico e un attacco di uno stato straniero. Nel primo caso suggerisce per esempio di mettere «il cellulare in modalità silenziosa e non chiamare nessuno che potrebbe essere nell’area del pericolo», perché la suoneria potrebbe rivelare la posizione di una persona che si è nascosta o sta cercando di fuggire dagli assalitori. Nel secondo caso parla di “difesa totale”, cioè sostiene che la reazione della Svezia prevederà l’intervento sia delle forze armate che della cosiddetta “difesa civile”, una forma di resistenza coordinata dal governo e dai consigli locali a cui dovranno partecipare tutti i cittadini che verranno chiamati. L’opuscolo dice: «Per molti anni, la preparazione della Svezia di fronte a una guerra o alla minaccia di una guerra è stata molto limitata. […] Ma visto che il mondo attorno a noi è cambiato, il governo ha deciso di rafforzare la difesa totale svedese». E aggiunge, evidenziato in rosso con enfasi: «Nel caso in cui la Svezia venisse attaccata da un altro paese, non ci arrenderemo mai. Tutte le notizie secondo le quali la resistenza sta per arrendersi sono da considerarsi false».

Nell’opuscolo sono segnalati anche i comportamenti da avere nel caso in cui vengano interrotti alcuni servizi di base, come la fornitura di acqua e riscaldamento: «Se va via l’elettricità in un periodo freddo dell’anno, la tua casa si raffredderà rapidamente. Riunitevi tutti in una stanza, mettete le coperte sulle finestre, ricoprite il pavimento con dei tappeti e costruite un rifugio sotto il tavolo che vi tenga caldi. Pensate anche al rischio di un incendio». Tra le indicazioni riportate ci sono anche quelle relative agli strumenti che potrebbe usare il governo per comunicare alla popolazione lo stato di massima allerta: un attacco aereo, per esempio, sarà segnalato con suoni brevi e continui per circa un minuto, mentre la fine del pericolo da un suono ininterrotto di 30 secondi. Tutte le informazioni necessarie saranno date dal canale radiofonico P4 di Sveriges Radio, la radio pubblica svedese.

Non è la prima volta che la Svezia distribuisce opuscoli di questo tipo nelle case delle famiglie svedesi in vista del pericolo di guerra. Opuscoli simili furono diffusi per la prima volta negli anni Quaranta, durante la Seconda guerra mondiale, e per l’ultima nel 1961, nel bel mezzo della Guerra fredda. Nei trent’anni successivi la Svezia fece altre versioni aggiornate, ma sempre e solo a uso esclusivo del governo.

Gli opuscoli per prepararsi alla guerra distribuiti dal governo svedese durante la Guerra fredda (Kungliga Inrikesdepartementet/Wikimedia Commons)

La Svezia ha cominciato ad aumentare le sue spese militari dal 2014, dopo l’invasione della Russia in Crimea e i diversi incidenti causati da incursioni di aerei militari stranieri nel proprio territorio. Nello stesso anno ha reintrodotto la leva militare obbligatoria e deciso di impiegare truppe permanenti a Gotland, un’isola del Mar Baltico, per la prima volta nel decennio. Nel 2017, inoltre, ha tenuto la più grande esercitazione militare in 23 anni. Le preoccupazioni principali sono arrivate dalla Russia. A dicembre dello scorso anno una commissione che si occupa di Difesa e che aiuta il governo a decidere della sua politica di sicurezza ha scritto che «un attacco armato contro la Svezia non può essere escluso». Martin Kragh, capo del programma sulla Russia dell’Istituto svedese per gli affari internazionali, ha detto al Financial Times: «Quello che era inimmaginabile fino a cinque anni fa oggi non è più così inimmaginabile, anche se rimane improbabile».

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